Visualizzazione post con etichetta la scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la scuola. Mostra tutti i post

domenica 14 settembre 2008

la scuola/La cura che non c'è

La cura che non c’è
Luigi Berlinguer
L’Unità del 29 agosto 2008

La scuola torna in prima pagina. Aumenta l’attenzione politica su un tema che sembrava tramontato?
Lo spero. Non vorrei che fosse una fiammata alimentata dalla benzina della vis politica. Sono anni che la scuola divide, e questo è un male.
Da che dipende? Dal fatto - credo - che il dibattito culturale sulla scuola è arretrato di decenni, parla di una scuola che non c’è più. Cambiati i numeri, la natura, la missione; e di questo non c’è traccia nei commenti dei media. È ora invece che si cambino contenuti e metodi. È decisivo ciò che si impara e come. Occorre una rivoluzione curriculare e metodologica, con alla base la sollecitazione delle curiosità, degli interessi culturali e umani. Severità e rigore vanno insieme al coinvolgimento degli alunni. Il sapere è una conquista e non un’iniezione.
Per leggere l’intervista visitare il sito:

mercoledì 28 maggio 2008

la scuola/Il buon senso dei bambini

Il buon senso dei bambini
Concita De Gregorio*

La lettera degli alunni di quarta elementare che scrivono al ministro per dire la prego, ci lasci ancora un anno la maestra anche se è vecchia e deve andare in pensione dice moltissimo di quello di cui i bambini hanno bisogno e, in fondo, anche noi: il buon senso e i bisogni primari prima della burocrazia, per esempio. Se quella maestra è l’unica persona che hanno avuto come “persona di riferimento” nella loro crescita (le insegnanti di matematica, le altre, sono cambiate continuamente) lasciate almeno lei, cosa vi costa. Già i genitori non ci sono mai, già i nonni vivono lontani, già essere piccolo è un lavoro estremo: lasciateci qualcuno che resti e finisca quel che ha cominciato. Anche da adulti se ne sente molto il bisogno: qualcuno che resista, che si occupi di noi, che resti. La pratica di scrivere al ministro, inoltre, dice molto del tempo in cui viviamo: un tempo di eccezioni alle regole quasi sempre percepite come ingiuste in cui per chiedere un lavoro, decidere se avere un figlio, rivendicare il diritto ad una casa bisogna scrivere direttamente al presidente. Non resterà, la maestra. Il nuovo ministro ha risposto ai piccoli che non si può: è la legge. Magari può rimanere a scuola ma non in classe. È giusto, certo, però che peccato non ascoltare i bambini: non sentire quello che dicono nascosto dietro le parole.

*Concita De Gregorio “Il buon senso dei bambini” nella rubrica “Mercoledì”, la Repubblica 28 maggio 2008.

(28 maggio 2008)

mercoledì 27 febbraio 2008

la scuola/La Costituzione raccontata ai ragazzi

La Costituzione raccontata ai ragazzi

Dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione è possibile apprendere la seguente notizia utile per docenti e educatori:

"Il Mistero delle Cinque Gemme- Il principio della separazione dei poteri a fumetti" realizzato dal Comune di Cremona è un'interessante metodo innovativo per raccontare ai giovani la Costituzione Italiana: attraverso la tecnica del fumetto viene spiegata, nei suoi valori costitutivi, la Carta fondamentale della Repubblica italiana.Il fumetto risulta essere uno strumento utile ed efficace per attirare la curiosità non solo dei ragazzi ma anche degli adulti. Spiegare la Costituzione attraverso i fumetti permette ai giovani studenti di capirne e apprezzarne i valori, attraverso un testo scorrevole e che - attraverso l'uso predominante delle immagini - rende concetti complessi espliciti e chiari anche per piccoli lettori. Avvicinando i giovani allo studio della Costituzione, Carta fondamentale dello stato democratico, permette loro acquisire un'educazione alla cittadinanza civile e democratica decisamente necessaria per vivere all'interno di una società. In circa cinquanta pagine il fumetto riassume i diversi articoli che formano la Costituzione italiana; partendo dai diritti fondamentali passando per i doveri, senza dimenticare di spiegare la divisione dei poteri che è alla base del consolidamento di una democrazia: "Il potere viene arrestato dal potere stesso, e ciò è possibile solo attraverso una consolidata costituzione".

Chi desidera maggiori informazioni può visitare i siti:

martedì 19 febbraio 2008

la scuola/Il piacere della fatica

Il piacere della fatica
Ermanno Detti

Ormai non ci sono dubbi, gli ultimi dati Ocse-Pisa lo confermano: le competenze scientifiche, matematiche e di lettura dei quindicenni sono in discesa, siamo al 36° posto su 57 paesi del mondo (verificate voi stessi i dati, oggi con internet è molto facile). I più piccoli per la verità tengono, sono più bravi. Forse non sono stati ancora rovinati dalla scuola?
Che la scuola rovini non ci crediamo, quelli che non vanno a scuola finiscono peggio, spesso nella malavita o nell’ignoranza totale. Però è vero che anche la scuola non va. Che cosa non va? Tante cose, ma una forse è più importante di tutte, la mancanza di ideali, di quegli ideali che sono capaci di infondere energie e di far partecipare i ragazzi alle lezioni. Insomma pare che nella scuola italiana, come del resto avviene nella società, ci sia un rassegnato scoraggiamento, una rinuncia, un abbandono.
Un esempio? Io vedevo un tempo che i ragazzi di medie e superiori passavano ore e ore a fare i compiti. Oggi al massimo una mezz’ora hanno finito tutto e escono fischiando.
La scienza è pazienza e applicazione. Richiede tempo e fatica, quella fatica che genera addirittura piacere quando dà la soddisfazione di positivi risultati raggiunti.

Nota: Il testo di Ermanno Detti è pubblicato nel n. 22-23 del dicembre 2007 della rivista VS (
http://www.valorescuola.it/) che dirige quale direttore responsabile e, in particolare, nella rubrica dal titolo “Mercurio”. La rivista in questione ha il pregio, tra gli altri, di autorizzare la riproduzione degli articoli purché non sia a scopo commerciale e che sia riprodotta questa dicitura.

Nella foto: Ermanno Detti in uno scatto di Cosimo Reale

(19 febbraio 2008)

venerdì 7 dicembre 2007

la scuola/Scuola italiana somara

Scuola italiana somara in Europa
Pier Luigi Zanata

In tre anni, l’Italia non ha migliorato le sue performance scolastiche, al contrario. E’ una nuova bocciatura per la scuola italiana che arriva dai primi dati sul rapporto Ocse-Pisa sulle competenze linguistiche e scientifiche dei quindicenni italiani. Matematica, scienze ma anche comprensione e lettura: gli studenti italiani non riescono a migliorarsi, anzi si confermano fanalino di coda dell'Unione Europa e i tra i più “somari” a livello dei paesi Ocse.
Nella classifica relativa alle Scienze, l'Italia si piazza al 36° posto. Sotto nazioni come la Lituania e la Lettonia. Ma anche sotto Slovenia, Croazia e tutti i paesi industrializzati.

http://pierluigizanata.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2007/12/scuola-italiana.html

(7 dicembre 2007)