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lunedì 26 agosto 2013

Nel Giardino della Poesia di Giovanni Pistoia



Nel Giardino della Poesia
di Giovanni Pistoia

                                                         a Laino Castello

È il sentiero che conosce i tuoi passi,
la memoria, caro amico che ascolti
la mia muta ignota voce, nella quiete
di questo giardino senza tempo. Qui
il poeta dimenticato canta la memoria
per non dimenticarne il canto. Lascia
che ti accarezzi, come piuma di rosa,
brezza di mare a primavera; non temerne
il pianto il sussulto l’onda che avvolge
e sconvolge; non ti sia d’afflizione
e prigionia il ricordo che ti culla. Non
temerla, è il sentiero che segue i tuoi
passi incerti, e del porto conosce i tuoi
sogni non più segreti. Non dimenticarlo
il tuo sentiero, amico che leggendo
mi conforti; ti ricorda, la memoria
-come fa la timida poesia-,
solo quello che tu sei, e nulla più.

Il guscio vuoto, spento, sospinto
tra le vie del vento, non t’appartiene;
tu sei un uomo che del vento coglie
la carezza e tra tumulti e turbamenti
non dimentica, nel vento che scompiglia,
in tempi di disumana presenza
dell’uomo l’umana essenza.


Laino Castello, 10 agosto 2013
nel giorno dell’inaugurazione de il “Giardino della Poesia”
e della mostra poetica “Memorie in Esilio”.


NOTA
A Laino Castello, piccola comunità in provincia di Cosenza, all’interno dell’area del Parco nazionale del Pollino, il 10 agosto 2013 è nato il “Giardino della Poesia”. Nei viali ben curati del parco comunale -tra alberi, fiori, giochi per bambini- chi lo desidera può soffermarsi e leggere poesie di vari autori. I testi sono ben collocati su comodi leggii. Una mostra poetica sempre aperta e che ha come tema “Memorie in Esilio”. Ideatore e animatore di questa bellissima iniziativa è il poeta Francesco M.T. Tarantino.


mercoledì 24 aprile 2013

Giovanni Pistoia/ Voci





Voci
di Giovanni Pistoia

Ho visto le immagini
di bambini massacrati
sotto il cielo della Siria. Nel silenzio
apparente dei corpi, straziati, ho udito
il loro pianto;
sussultava il ventre
della terra, mentre il mondo
taceva;
masticava vuote parole di vuoto.

Lasciamo che il sole si celi,
che la luna si celi,
che il mondo si celi. Nel silenzio
apparente dei corpi,
ho udito il loro grido,
voci di vivi in sordi deserti.

Ho visto la morte impallidire
allo sguardo severo della poesia,
ultimo affondo per scardinare
la notte fonda
nel tempo dell’abisso.

Perché i poeti?
a cura di Letizia Leone
L’Erudita/Giulio Perrone Editore
Roma, aprile 2013
(La raccolta antologica viene preceduta da testi poetici di Paolo Febbraro, Giorgio Manacorda, Elio Pecora, Gabriella Sica)


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GRAZIE


domenica 10 marzo 2013

Muoiono ancora di Giovanni Pistoia





Muoiono ancora
di Giovanni Pistoia


Muoiono ogni anno da trentadue anni. Una
strage che si rinnova, un urlo di ghiaccio
che lacera un cielo d’azzurro. Senza pace
sono i morti di Bologna. Stanno seduti
nelle sale d’attesa, da quel giorno, impazienti

osservano i binari incendiati, guardano ancora
i treni in arrivo, attendono i treni in partenza;
aspettano, stanchi, di poter andar via. Stanno
lì i morti di Bologna tra un giornale un caffè
una lista di nomi che rileggono ancora.

La memoria è un inganno se la verità
è treno deragliato: e loro lo sanno;
il ricordo è violato se la verità è un fantasma
che sferraglia: e loro lo sanno. Eppure chi sa
tace, e i morti di Bologna muoiono ancora.


(Bologna: per una strage che si rinnova
2 agosto 1980 - 2 agosto 2012)


In: Autori Vari, Dedicato a… Poesie per ricordare, volume 11, Aletti, Villanova di Guidonia (RM), febbraio 2013



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venerdì 3 agosto 2012

MUOIONO ANCORA di Giovanni Pistoia



Muoiono ancora
di Giovanni Pistoia
 
Muoiono ogni anno da trentadue anni. Una
strage che si rinnova, un urlo di ghiaccio
che lacera un cielo d’azzurro. Senza pace
sono i morti di Bologna. Stanno seduti
nelle sale d’attesa, da quel giorno, impazienti

osservano i binari incendiati, guardano ancora
i treni in arrivo, attendono i treni in partenza;
aspettano, stanchi, di poter andar via. Stanno
lì i morti di Bologna tra un giornale un caffè
una lista di nomi che rileggono ancora.

La memoria è un inganno se la verità
è treno deragliato: e loro lo sanno;
il ricordo è violato se la verità è un fantasma
che sferraglia: e loro lo sanno. Eppure chi sa
tace, e i morti di Bologna muoiono ancora.

2 agosto 2012

mercoledì 2 novembre 2011

Scomparsi




Scomparsi
di Giovanni Pistoia

Crescono ciuffi d’erba
dove giace l’erba secca
che veste ancora di giallo spento i campi
gli argini dei fossati impolverati
i cigli delle strade tristi. Nell’aria
vagano disperse le foglie lacerate
come di poveri scomparsi
senza tomba e pace.