domenica 14 giugno 2009

Associazione Marilena Amerise

Associazione Marilena Amerise

Nasce a Roma, il 18 giugno 2009, l’Associazione Marilena Amerise “MAR”. L’Associazione è intitolata a Marilena Amerise, la giovane studiosa coriglianese, improvvisamente scomparsa recentemente proprio a Roma.

Oggetto sociale dell’Associazione

L’Associazione persegue, senza fini di lucro, lo scopo di promuovere e sostenere in Italia e all’estero le attività d’ordine culturale, la promozione di borse di studio, la ricerca e le pubblicazioni nei campi della Storia del Cristianesimo e delle relazioni tra la Scienza, la Cultura e la Fede, svolte a mantenere presente ed attiva la figura paradigmatica di Marilena Amerise.

In particolare, l’Associazione attribuisce borse di studi a giovani ricercatori per tesi di laurea magistrale o di dottorato di ricerca, o lavori equiparabili, a giudizio di apposita commissione, sia nel campo della Storia del Cristianesimo, sia in quello delle relazioni tra Scienza, Fede e Cultura, con un’enfasi particolare, per quanto riguarda la storia del cristianesimo, all'interazione, nel territorio italiano, con il cristianesimo di provenienza orientale, e sulla mediazione culturale tra scienza e fede. L'associazione favorisce la realizzazione di progetti di ricerca, convegni, conferenze, dibattiti, mostre, proiezioni di film, scambi inter-universitari e pubblicazioni negli stessi campi, specialmente per mezzo della raccolta di fondi per finanziare tali progetti.

L’Associazione promuove pure l’organizzazione di eventi musicali in onore di Marilena Amerise, per rendere sensibile la mediazione culturale tra il mondo della conoscenza e quello della fede.

Venerdì 19 giugno alle ore 20.30, nella Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore a Piazza Navona, gli Organizzatori intendono celebrare la costituzione dell’Associazione con un Concerto quale dono a tutti i parenti e gli amici di Marilena.

“Marilena ha attraversato questo mondo – si legge nel comunicato diffuso dall’Associazione – in trentatre anni, per insegnare ad amare. Ci ha regalato il suo sorriso, la sua gioia, l’immensa generosità del suo impegno, la serietà del suo studio. Vogliamo mantenere viva la fiamma che ha accesso, tramite l’Associazione che porta il suo nome”.

In occasione del bicentenario della nascita di Felix Mendelssohn, il concerto proposto intende celebrare la memoria del compositore tedesco attraverso una selezione di alcune perle musicali di rara esecuzione. La figura artistica di Mendelssohn si pone quale crocevia di un’epoca, impregnata dei rigori formali del Classicismo strumentale e al contempo tesa al loro superamento nelll’esplosione della cantabilità romantica. L’opera strumentale di Mendelssohn è espressione emblematica della connivenza della dialettica Classico/Romantico, in quanto racchiude un ventaglio di esperienze musicali che attinge tanto al contrappunto cromatico di Johann Sebastian Bach, quanto alla grazia e alla limpidezza formale di Wolfgang Amadeus Mozart, ma anche alla forza drammatica dei suoi coevi, Ludwig van Beethoven e Carl Maria von Weber. Il dramma di cui parla la musica però non è mai un evento negativo: è speranza di una riconciliazione, su un piano superiore, di un dialogo di idee opposte. E’ l’affermazione di un bello e di un vero che basta a se stesso e che lotta per esprimersi unicamente attraverso la ricerca di altra bellezza sonora. Non a caso, le Romanze senza parole – quasi una contradictio in terminis – poste in apertura del programma, ci introducono in un’atmosfera di sogno in cui le parole non servono, perchè gli strumenti ‘dialogano’ e l’ascolto non necessita di ausilii testuali affinché sia suggerito un senso compiuto a ciò che ascolta.Proseguendo e ampliando, come in una sorta di cerchi concentrici, il discorso di dialettica tra antico e moderno, la Fantasy op. 79 del francese Gustav Faure rivela nel titolo le ascendenze antiche, rifacendosi a una forma strumentale nota già nel XVI secolo, in riferimento alle improvvisazioni libere e rapsodiche dei suonatori di liuto, “libere da parole e obbedienti solo all’ispirazione” (Marin Mersenne, Harmonie Universelle, 1636). Al contempo la bipartizione tra una sezione lenta e una allegra consente di esplorare tutta la gamma delle potenzialità espressive alla ricerca di nuovi impasti sonori e timbrici. Il primo dei due Konzertstück in programma, gioielli rari per l’originalità degli strumenti per cui sono stati originariamente concepiti (il clarinetto, il corno di bassetto e il pianoforte) da vita a un dialogo che, in obbedienza alla tradizione della forma sonata mozartiana, si suddivide in tre tempi: un Allegro in tempo binario, primo momento di affermazione del materiale tematico; un Andante in tempo ternario dalla cantabilità distesa e dolcissima; infine un Presto il cui travolgente ritmo ternario conduce all’unisono i tre strumenti alla risoluzione finale. La Romance di Camille Saint-Saëns, così come il successivo Clair de lune di Claude Debussy, ci riportano alle atmosfere immaginative e sognanti del simbolismo francese tardo-romantico, e tuttavia è innegabile il legame, evidente nel titolo, con le Romanze di Mendelssohn ascoltate in apertura di concerto: i compositori francesi, una generazione dopo quella del collega tedesco, tornano a stupirci con un linguaggio che nulla invidia a quello verbale. Il termine ‘romanza’ che di per se evoca il riferimento a una storia, a una narrazione, non delude l’ascoltatore, perchè egli infonde nell’atto stesso dell’ascolto la sua storia. Quella personalissima intima e favolosa che nessun testo apposto alla musica potrebbe altrimenti esprimere. Tra i due momenti sospesi e atemporali della Romance e del Clair de lune, si insinua una eco di un passato che non può conoscere tramonto: le note immortali di Wolfgang Amadeus Mozart risuonano qui nel Divertimento, forma nota sin dal 1567 e che conosce nel repertorio del grande viennese il suo apogeo. I cinque brevi e deliziosi movimenti (Allegro, Minuetto, Adagio, Minuetto, Rondò) suggellano la compiutezza di una forma che eleva il termine originario al rango di raffinato intrattenimento di corte. Conclude il concerto il secondo dei due Konzertstücke di Felix Mendelssohn: qui l’allegro iniziale cede il posto a un Presto dalla forza trascinante, in cui la melodia espressa inizialmente all’unisono dai fiati e dal pianoforte, si sviluppa in un serrato dialogo tra i clarinetti. L’Andante centrale stempera in una atmosfera di apparente serenità le forze centripete dei temi proposti; l’ Allegro grazioso finale chiude il brano in un effervescente ritmo binario che attraverso uno stringente gioco di intarsio tra i fiati e il pianoforte conduce allo scioglimento finale nella limpida tonalità di Fa maggiore. Un curioso aneddoto è legato alla genesi dei due Konzertstückes: dedicati a Heinrich e Carl Baermann, padre e figlio suonatori di clarinetto e di corno di bassetto, pare che siano stati da essi esplicitamente richiesti al compositore in attesa che fossero ben cotti i ‘canederli’, tipici dolci della cucina tirolese, di cui pare fossero esperti cuochi. A dimostrazione che la serietà è gioco, e l’impegno entusiasmo, e sorriso: è la lezione più profonda del Mozart eterno fanciullo prodigio, appresa da Mendelssohn. E’ la grazia di cui la musica ci fa dono. Tiziana Affortunato

Per saperne di più:

http://www.evolution-rome2009.net/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=1&Itemid=80&lang=it

http://www.srmedia.org/Default.aspx?tabid=511

Nota.
La notizia della nascita dell’Associazione che porta il nome di Marilena non può che essere accolta con grande favore. Sono certo che attraverso le iniziative dell’Istituzione, dei tanti amici che vi collaboreranno, Marilena continuerà a vivere in tanti di noi. Questo spazio virtuale, per quanto modesto e senza pretese, è a disposizione dell’Associazione. Buon lavoro.

giovedì 4 giugno 2009

Vengono da lontano...

Vengono da lontano…

A volte vengono davvero da lontano,
spesso con auto blu
con la scusante di incontri istituzionali,
carichi di anni di gestioni del potere,
di grossi investimenti da capitalizzare
in campagne elettorali mordi e fuggi.
Parlano. Non c’è tempo per ascoltarti.
Raccolgono voti, seminano promesse.
I diritti trasformati in “piaceri”.
E volano via.

Corigliano è stanca, la Piana di Sibari è stanca.
È arcistufa la Calabria di notabili e pezzi da novanta.
Di clientelismi in tutte le salse il Sud ne ha le tasche piene.
Prova a cambiare.
Un segnale forte per una democrazia vera.
Corigliano ci prova.
La Piana di Sibari ci prova.
La Calabria tutta ci prova.
Il Sud ci prova.
Proviamoci tutti.

Il 6 e 7 giugno, per le elezioni al Parlamento Europeo,
scheda arancione,
Giovanni Pistoia
Candidato al Parlamento Europeo
nella Sinistra Europea.

Se a sognare è una sola persona è un'illusione,
se a sognare siamo in tanti è l'inizio della realtà.


Gruppo Sostenitori “Giovanni Pistoia al Parlamento Europeo”

www.giovannipistoia.it

http://larosanelbicchiere.blogspot.com

giovannipistoia@libero.it

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domenica 10 maggio 2009

I bambini, la salute, l'Europa

I BAMBINI, LA SALUTE, L’EUROPA
Giovanni Pistoia

La tutela dell’ambiente è una condizione essenziale per la salute dei cittadini. È fuor di dubbio che esiste una correlazione diretta tra ambiente e salute. Su questo tema, fondazioni, associazioni scientifiche e ambientaliste cercano, con varie iniziative, di aumentare la consapevolezza tra politici e amministratori. Una di queste è quella predisposta dall’Associazione Culturale Pediatri (
www.acp.it).

I cittadini europei mettono al primo posto l’importanza della salute e, quindi, tutto quello che è necessario per tutelarla, a cominciare proprio dalla tutela dell’ambiente, cioè dal contesto nel quale il cittadino opera, vive, abita.

Si rende necessario, pertanto, che quanti sono impegnati in questa campagna elettore, con particolare riferimento alle elezioni al Parlamento Europeo, esprimano giudizi chiari su questi temi. Ritengo, ad esempio, che un’Europa diversa sia possibile, e ciò passa anche e soprattutto nell’impegno a promuovere e proteggere la salute pubblica, non solo come mezzo di sviluppo economico, cosa che sarebbe del tutto riduttiva, ma perché la salute è il bene essenziale dell’uomo e per l’uomo. Necessario quindi, promuovere quelle politiche comunitarie che mirino a creare un habitat salubre nelle città, nei paesi, nei luoghi di residenza, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Le questioni climatiche e quelle sociali sono correlate. La crisi economica non può essere scaricata sulla salute dei cittadini e sulle fasce più fragili della società.

E tra i cittadini i bambini sono quelli più deboli. Secondo varie indagini, del resto sottolineate dalla stessa Associazione Culturale Pediatri, il degrado dell’ambiente colpisce soprattutto la salute dei bambini. Alcune patologie sono in crescita: le allergie, i tumori in età pediatrica, l’obesità. Da ciò ne deriva il doveroso impegno, chiaro e preciso, di assicurare che tutte le politiche ambientali stabiliscano degli standard tali da proteggere la salute dei bambini e di altri soggetti più fragili.

I bambini, inoltre, sono tra i soggetti che più risentono dell’inquinamento dell’ambiente. Infatti, il 43 per cento di tutte le malattie correlate all’ambiente colpisce i bambini sotto i 5 anni, che rappresentano, in verità, solo il 12 per cento della popolazione. Per fare in modo che questa tendenza venga invertita si rendono necessarie politiche mirate: ridurre il traffico automobilistico nelle aree adiacenti alle scuole, e in quegli ambienti frequentati dai bambini, per diminuire drasticamente l’inquinamento atmosferico ed acustico.

Altro settore che vede soprattutto i bambini protagonisti incolpevoli è l’effetto a lungo termine dei campi magnetici sulla loro salute. Dal che ne deriva l’impegno a promuovere le politiche che stabiliscano limiti più bassi per proteggere le persone più vulnerabili, a cominciare proprio dai bambini.

Problemi, questi, che interessano città e paesi, sia pure in misura diversa, del Nord e del Sud dell’Italia e di altri Paesi.

Se è vero, come è vero, che i bambini di oggi saranno i futuri cittadini europei, è dalla protezione della loro salute e dell’ambiente ove vivono, giocano, studiano che bisogna ripartire. E se l’ambiente frequentato dai bambini è sano ne deriva che è sano l’ambiente di tutti.

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sabato 9 maggio 2009

Voglia di libertà


Voglia di libertà
Giovanni Pistoia


“Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato.
A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata.
Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Livingston. Si trovava a una trentina di metri d’altezza: distese le zampette palmate, aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E infatti rallentò tanto che il vento divenne un fruscio lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentrò intensamente, trattenne il fiato, compì ancora uno sforzo per accrescere solo… d’un paio… di centimetri… quella… penosa torsione e… D’un tratto gli si arruffano le penne, entra in stallo e precipita giù.
I gabbiani, lo sapete anche voi, non vacillano, non stallano mai. Stallare, scomporsi in volo, per loro è una vergogna, è un disonore.
Ma il gabbiano Jonathan Livingston – che faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo – no, non era un uccello come tanti.
La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov’è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importa tanto procurarsi il cibo, quando volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.”

Penso a questo speciale gabbiano quando mi trovo a osservarne qualcuno planare verso il mare. Ma il gabbiano Jonathan non intende seguire, in maniera acritica, il suo stormo. Vuole di più. Vuole vivere in libertà, cercare altri orizzonti, “pensare” con la propria testa, sbagliare, se necessario, pur di raggiungere vette più alte.

Il gabbiano Jonathan Livingston” è un classico della letteratura. Richard Bach, con questo libro, ha ottenuto un successo strepitoso. Il gabbiano Jonathan diventa il simbolo della libertà, dell’autonomia, della passione, della volontà e, nello stesso tempo, della voglia di far bene, di imparare sempre, di cercare di raggiungere nuovi traguardi, di scoprire le potenzialità che sono in ognuno di noi.
Un inno alla gioia di vivere, all’ansia di pulizia, alla voglia di cieli azzurri, di aria pulita.
Ne abbiamo davvero bisogno.

Richard Bach
Il gabbiano Jonathan Livingston
Fotografie di Russell Munson
Bur 2008 (cinquantacinquesima edizione)
http://www.bur.eu/

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venerdì 8 maggio 2009

Seminario sulla lettura a Cerea

SEMINARIO: “TERRA DI INCONTRI”
Il Circolo didattico di Cerea
invita genitori, bambini e docenti
di ogni ordine di scuola
a partecipare al Seminario
“TERRA D’INCONTRI“
PER UN’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA’

IL RUOLO DEGLI ADULTI NELL’EDUCAZIONE INTERCULTURALE DEI BAMBINI

8 e 9 MAGGIO 2009
PRESSO LA BIBLIOTECA DI CEREA

In concomitanza con il Seminario sarà allestita una mostra del libro, saranno esposti elaborati dei bambini sul tema interculturale e saranno organizzati dei laboratori espressivi.
Per ulteriori informazioni

http://www.ddcerea.it/

domenica 3 maggio 2009

Associazione Culturale Pediatri


"Il degrado dell’ambiente naturale è alla base di un'alterazione delle condizioni globali di salute, particolarmente evidente nell’età infantile"

ACP - Associazione Culturale Pediatri

L’Associazione Culturale Pediatri è un’associazione libera che raccoglie 2500 pediatri italiani in 38 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino.

Quattro le priorità dell'Associazione nel percorso intrapreso per la tutela dei bambini e dei genitori

le disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti dipendenti da condizioni territoriali economiche e culturali;

la salute mentale dei bambini e negli adolescenti;

le conseguenze dei problemi dell'inquinamento dell'ambiente sulla salute dei bambini (rapporto fra qualità dell’ambiente e salute dei bambini (inquinamento, alimentazione e Ogm);

l'aiuto alle famiglie perché cresca la capacità di essere genitori.

La mission principale dell’ACP riguarda la formazione e l'aggiornamento dei pediatri.

L’Associazione è inoltre impegnata in attività di ricerca nell’ambito delle cure primarie e del settore ospedaliero e in aree ancora poco esplorate del mondo dell’infanzia (le humanities).

L'ACP collabora con il Centro Nazionale di Documentazione sull'Infanzia e l'Adolescenza della Presidenza del Consiglio e ha contribuito alla formulazione del Piano Sanitario Nazionale ed alla Commissione Nazionale sull'Abuso e il Maltrattamento.

All'interno dell'Associazione si è formato un gruppo di lavoro, “Pediatri per un mondo possibile”, attivamente impegnato sul tema del rapporto fra ambiente e salute del bambino.

Per saperne di più si segnalano i siti:

http://www.acp.it/

www.pumpacp.blogspot.com/

venerdì 1 maggio 2009

Galassia Gutenberg: XX edizione




Galassia Gutenberg: XX edizione

Galassia Gutenberg

dal 29 maggio al 1° giugno 2009

Napoli, Stazione Marittima

Per informazioni sui programmi e su tutte le iniziative dell’importante evento:


Associazione Galassia Gutenberg
Ivana Sanna - Ufficio Scuola c/o Pigreco srl
via Manzoni, 120 – 80123 Napoli - tel. 081.7147521 - dalle ore 9.30 alle ore 13.00

http://www.galassia.org/

giovedì 23 aprile 2009

Festa del libro: Corigliano 26 aprile 2009


L'iniziativa si terrà presso la Biblioteca dei bambini e ragazzi della Fondazione Carmine De Luca - Palazzo Zagara a Corigliano Calabro Scalo, in via Provinciale
CLICCARE SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA
PER INFORMAZIONI:
360.52.52.25

domenica 19 aprile 2009

Una notte lunga una vita


Una notte lunga una vita
Giovanni Pistoia

La città e i ricordi, la città e gli amori giovanili, la città e le amicizie adolescenziali, la città e gli odori, la città e i profumi, la città e le sue strade. Carofiglio osserva la città di oggi, Bari, e, come in un film, ne vede scorrere i fotogrammi di quella vissuta in gioventù. L’occasione è l’incontro di tre amici, un notaio affermato, un docente universitario ormai cittadino americano e, con ogni probabilità, lo stesso autore, che è la voce narrante del racconto.

Hanno fatto insieme il liceo, si sono ritrovati all’Università, iscritti a giurisprudenza, ognuno con una propria motivazione. Poi si sono persi. Come spesso capita. Uno di loro due, che voleva restare nella sua città per contribuire a cambiarla, l’abbandona per andare a insegnare negli Stati Uniti. Vi ritorna qualche volta, nei primi tempi, poi non più. Il notaio, che pur vive ed esercita in Bari, non ha alcun rapporto con lo scrittore, che continua a vivere nella stessa città. Qualche incontro di sfuggita, forse, un saluto appena. I vent’anni sono lontani.

Un fugace ritorno a Bari del docente è l’occasione per il notaio di rintracciare il vecchio compagno, lo scrittore, appunto, e incontrarsi “come ai vecchi tempi”. L’inizio è un po’ patetico. Dopo venti anni, non sono più gli stessi. La gioventù è un ricordo. Tutto inizia in un locale per una cena luculliana, per poi andare in giro in una città, Bari, molto viva anche nelle ore notturne. Le strade, i sapori, i colori e, soprattutto, l’olfatto. “Davvero l’olfatto è il senso della memoria. Io ho l’impressione - dice uno dei protagonisti - che, se sentissi di nuovo quell’odore – dubito che capiterà -, potrei ricordarmi cose che sono seppellite nella memoria e che probabilmente sono perdute per sempre.” Ed è proprio una serie di elementi che turbano, poco a poco, gli ingessati protagonisti, amici ieri, quasi estranei oggi, a ripercorrere tempi, amicizie, amori, emozioni di una volta. E tutto ciò è l’occasione per alcune riflessioni, se si vuole banali, sulla vita, che scorre, a volte, in maniera del tutto diversa dalle premesse o promesse giovanili e dalle stesse aspirazioni dei soggetti.

È stato detto che questo testo di Gianrico Carofiglio (“Né qui né altrove. Una notte a Bari”, Editore Laterza, 2009) è anche una guida turistica della città. È vero. L’autore coglie l’occasione per presentarci la sua città vista, in particolare, di notte, immaginando un cielo azzurro intenso che non si può certo vedere. Coglie anche l’occasione per fare una sorta di pubblicità ad alcuni locali. Ma tutto ciò non è qualcosa di più, o estraneo al romanzo. Tutt’altro. Luoghi, spazi, angoli, locali, negozi fanno parte della vita vissuta dai protagonisti. “E tutto si era svolto – afferma l’autore – in quella trama di strade squadrate e regolari nelle quali, in certi pomeriggi deserti d’estate, quando c’era il maestrale, e l’aria era nitida, ogni angolo sembrava il punto di fuga verso un infinito pieno di promesse.” Non una forzatura, dunque, questo viaggio promozionale della città in un racconto (preferisco chiamarlo racconto, anziché romanzo) intriso di ironia, nostalgia, avvenimenti non più ripetibili.

È certo che con questo diario dei giorni trascorsi, elegante e raffinato nella scrittura, accattivante al punto che preferisci leggerlo tutto d’un fiato anziché a tappe, l’autore ha voluto fare anche un omaggio, un piccolo atto d’amore, alla sua terra. E questo non credo possa essere un limite.

Gianrico Carofiglio
Né qui né altrove. Una notte a Bari
Editore Laterza 2009

venerdì 17 aprile 2009

Festa del libro: in viaggio con la... lettura

Festa del libro: in viaggio con la… lettura
Giovanni Pistoia

Il mese di aprile è dedicato alla Festa del Libro. Con le iniziative che avvengono in questo periodo l’UNESCO intende incoraggiare il piacere della lettura e il suo insostituibile ruolo per lo sviluppo della cultura; la cultura quale strumento essenziale per l’emancipazione dei popoli e quale base insostituibile per una società civile e partecipata. Acquista maggiore significato se la Festa è dedicata ai giovanissimi lettori. Come è ampiamente noto un bambino che sa leggere, che sa apprendere, che sa ampliare le proprie conoscenze è un bambino che va lontano, che sa camminare con le proprie gambe “senza che nessuno lo tenga per mano”, senza essere condizionato da altri, perché saprà “leggere” e interpretare i fatti della vita con consapevolezza e libertà.

In questo contesto anche la Fondazione Carmine De Luca con la sua Biblioteca dei bambini e ragazzi intende partecipare alle tantissime iniziative che in questo mese si svolgono in molti paesi del mondo.

Domenica 26 aprile 2009, con inizio alle ore 17.00, presso la Biblioteca dei bambini e ragazzi, si terranno alcune iniziative. Questo il programma:

- C’era una volta San Francesco…. Racconto-gioco di alcuni miracoli di San Francesco, in onore del santo Protettore di Corigliano Calabro, e anche in occasione dei festeggiamenti che si tengono nella città proprio nel mese di aprile;

- Realizzazione di un “mini” libro da portare a casa: “Giardino in fiore” di Stefano Bordiglioni;

- Lettura animata della favola… con le parole colorate: “I colori delle parole” di Marcello Argilli.

La lettura ad alta voce, la preparazione di un mini-libro, la lettura animata di favole e filastrocche sarà effettuata dai bambini e dalle operatrici della biblioteca.

La partecipazione dei bambini sarà quindi attiva e partecipata cosi come quella dei genitori o educatori che accompagneranno i ragazzi.

Sarà anche una occasione per trascorrere un pomeriggio di primavera nei locali della biblioteca, in particolare per quanti ancora non hanno avuto modo di visitarla.

A tutti i bambini presenti sarà fatto dono di una bellissima filastrocca dal titolo “In viaggio con la … lettura”, che è anche il titolo dato alla manifestazione.


FONDAZIONE CARMINE DE LUCA
Parola comunicazione infanzia

BIBLIOTECA DEI BAMBINI E RAGAZZI

Festa del libro IN VIAGGIO CON LA… LETTURA
Domenica 26 aprile 2009, ore 27.00
Palazzo Zagara – Corigliano Calabro Scalo

Il disegno sulla locandina appare in copertina dell'antologia per la scuola media di Carmine De Luca, Ermanno Detti, Mario Di Rienzo "Parole in viaggio", disegno di Rosalba Catamo, Paravia 1989.