martedì 28 luglio 2009

Calabria


La Calabria di Maria Brandon-Albini
Giovanni Pistoia

Per noi italiani del Nord, il Mezzogiorno rappresenta ciò che per gli altri europei raffigura la penisola nel suo insieme: l’opposto del nostro ambiente abituale, l’evasione, la scoperta e l’esaltante magia del sole.
Lo straniero talora sorride del fervore con cui noi parliamo del nostro Sud. (…).
In realtà, il Mezzogiorno è un paese nel nostro paese, una civiltà originale all’interno della civiltà nazionale; d’altra parte, esso pone un problema sociale e politico appassionante. Alla nostra curiosità si aggiunge una specie di “complesso” di colpa verso questa terra che abbiamo a lungo sottovalutato, colpa di cui vorremmo riscattarci.
Noi giovani della borghesia del Nord, avevamo sul Sud pregiudizi e idee preconcette, quasi istintive; giustificate solo dall’ignoranza della realtà e dal conformismo semplicistico con cui la scuola ci presentava la storia nazionale: il Centro e il Nord ne avevano fatto tutta la grandezza, mentre il Sud ne assumeva tutte le debolezze.
Io stessa presi coscienza di questa realtà solo verso il 1936, in occasione della mia venuta in Francia. I miei contatti con italiani eminenti, emigrati a Parigi, e le letture impegnate m’iniziarono ai problemi economici, sociali e storici del Sud. Compresi allora in che cosa fosse tanto diverso dal Nord: e in questo caso, capire significare amare.


Nel 1957 le edizioni Arthaud di Grenoble pubblicano nella loro collana di viaggi, avventure e scoperte geografiche un libro su una remota provincia del Sud d’Italia. Il titolo è “Calabria”. È significativo il fatto che questo diario va ad affiancare altre pubblicazioni che descrivono terre lontanissime: il Tibet, l’Amazzonia, il Congo, la Bolivia, il Nilo. Già questa collocazione la dice lunga su come questa regione venisse considerata distante, fisicamente, politicamente, culturalmente e, ancora di più, psicologicamente, dal resto dell’Italia.

L’autrice è Maria Brandon-Albin, giovane donna lombarda, intelligente e colta. Lascia Milano nel 1936 per raggiungere i connazionali che combattono contro il regime dominante. Il libro è ristampato dalla Rubbettino (2008). La viaggiatrice focalizza l’attenzione su alcuni episodi che possono sembrare marginali ma che, in verità, mostrano una regione che va trasformandosi. Il testo è preceduto da un’ampia e interessante introduzione di Salvatore Inglese, che è anche il curatore del volume.

La Calabria è stata un nodo importante di scambi culturali tra Oriente e Occidente, crocevia di interessi economici rilevanti, e nonostante ciò non è riuscita a trarre benefici duraturi da ciò. Certo, la Calabria di oggi è ben diversa da quella raccontata dall’autrice ma, di là delle apparenze, le condizioni di regione periferica non sono diminuite. Si può affermare che, per molti aspetti, questo stato di emarginazione è aumentato.

Maria Brandon-Albini
Calabria
Rubbettino 2008
http://www.rubbettino.it/

mercoledì 1 luglio 2009

Anche quella notte pioveva

Anche quella notte pioveva*
di Maria Marino


Storia di un incontro per le strade di Santo Domingo
tra sognatori del Sud e del Nord del mondo
L'Associazione di solidarietà internazionale "Un sogno per la strada", fondata nel 2006 a seguito di un'esperienza di servizio civile, opera a Santo Domingo de Los Colorados, Ecuador, per la costruzione di un centro di recupero per bambini e ragazzi di strada.
Per maggiori informazioni, visita il sito:
Anche quella notte pioveva, era umido e faceva freddo. Le strade di Santo Domingo, città ecuadoriana presso la quale svolgevo il servizio civile, si stavano preparando ad accoglierci. Da lì a poco sarei uscita insieme ai miei colleghi di lavoro per portare da mangiare ai ragazzi di strada. Ero molto curiosa e anche un po’ spaventata. Non sapevo, infatti, cosa avrei trovato e soprattutto chi fossero questi famigerati ragazzi di cui tutti sembrano aver paura.
Prepariamo la cena e via in macchina verso la loro “casa”. Ci fermiamo davanti ad una costruzione vecchia e abbandonata, piena di immondizia e con un fetore insopportabile. Mi sembrava di essere come alle porte di una casa dell’horror. Tutto era buio intorno e all’improvviso, al suono del clacson, iniziavano ad uscire dalla costruzione uno ad uno e lentamente dei ragazzi, bambini e adolescenti di varie età. Sporchissimi, indossavano magliette lunghe fino ai piedi e pantaloni enormi legati da una corda o uno spago. Portavano con sé quell’odore terribile che ancora oggi brucia nelle mie narici. Scoprii subito dopo che era l’odore della colla, comune e corrente colla da scarpe che i ragazzi di strada sniffano per dimenticare le tenebre della loro infanzia e adolescenza. Un vuoto che è assenza, mancanza… soprattutto di amore.
I ragazzi di strada sono figli della povertà, dell’abbandono e dell’abuso, di uno Stato e di una famiglia pressoché assenti. Rappresentano un peso per una società che ha come obiettivo la massimizzazione del profitto e non la dignità degli esseri umani. I ragazzi di strada scappano, prima dalle loro famiglie, poi dal sistema e infine, aiutati dalle droghe, scappano da loro stessi. A volte scappano anche da chi li vuole aiutare perché ormai la paura di essere abbandonati un’altra volta è più forte del desiderio di cambiare. Troppe volte sono stati delusi, ingannati e manipolati. Non credono più in nulla. Preferiscono scappare e scappare ancora.
Un sogno per la strada non è solo un’associazione di volontariato. È la storia dell’incontro tra questi ragazzi del sud e noi, volontari e sognatori del Nord che abbiamo deciso di prendere un impegno: restare a fianco di questi ragazzi, non abbandonarli e restituire loro il diritto a sognare.
La lotta per la difesa dei diritti dei bambini e adolescenti è dura. In Italia come in Ecuador. I bambini non hanno voce e non hanno il diritto di voto, quindi sono costantemente esclusi dalle agende politiche dei governi. Ogni volta in campagna elettorale (almeno una decina negli ultimi dieci anni in Ecuador), non c’e’ stato politico che non abbia detto che non ci sarebbero stati più bambini per le strade.
Ma loro sono ancora lì. Disegnano fiori sul cemento, vagano per la città chiedendo l’elemosina, inventandosi un improbabile lavoretto, rubacchiando o succhiando un mango tra i resti dei rifiuti del mercato. Con il passare degli anni, ho iniziato a fare mio il pensiero di alcuni antropologi e sociologi secondo i quali i ragazzi di strada sono dei guerrieri o dei nuovi rivoluzionari. La loro è una vera e propria resistenza contro un sistema globalizzato, basato sul libero mercato, dove è stata decretata la morte della natura e dell’umanità.
In questa lotta noi di Un sogno per la strada abbiamo deciso di schierarci con loro e con tutti quelli che lottano ogni giorno per essere riconosciuti come esseri umani. Siamo stanchi di essere considerati numeri per le imprese multinazionali, numeri per i governi, numeri per le imprese di pubblicità e comunicazione.
Noi di Un sogno per la strada abbiamo deciso di passare dai numeri ai nomi. E allora abbiamo fatto amicizia con la strada, ci siamo seduti accanto a questi piccoli guerrieri e abbiamo iniziato ad ascoltarli. All’inizio è stato un duro lavoro perché nei loro cuori è radicata la sfiducia verso il mondo adulto. Lentamente però siamo riusciti a entrare nelle loro vite. Abbiamo costruito insieme a loro una speranza per il futuro. Partendo dai sogni per la strada.
Da quest’incontro di sogni è successivamente nato un progetto dal nome “Sonando por el cambio”, che al di là delle strutture che sarà necessario costruire, vuole essere un luogo di accoglienza fisica e non solo per questi ragazzi. Un luogo dove si sentano amati e accettati al di là del loro colore della pelle e della loro condizione economica. Un posto dove non vengano considerati immondizia ma possano essere ascoltati e spronati a credere nei loro sogni.
Come i nostri bambini italiani, anche loro vogliono diventare cantanti, ballerine o calciatori (per fortuna non ancora veline). O più semplicemente guide turistiche, agricoltori, venditori di frutta e verdura, ragionieri, geometri, meccanici e altro ancora. “Sonando por el cambio” ha come obiettivo quello di dare un’opportunità di vita ai ragazzi di strada: disintossicarsi, studiare, praticare uno sport e prepararsi professionalmente per entrare nel mondo del lavoro.
Ma l’associazione Un sogno per la strada non si accontenta di lavorare solo in Ecuador. Vogliamo diffondere una mentalità nuova anche in Italia. Vogliamo che i ragazzi di strada ecuadoriani siano considerati un fenomeno che riguarda tutti noi italiani. Loro sono, infatti, presenti nelle nostre vite ogni giorno. Soprattutto quando la nostra ricchezza (e lo dico anche in tempi di crisi) è causa della loro povertà. Oppure quando per accaparrarci le risorse del Sud lasciamo alle popolazioni locali le briciole ma li sommergiamo con la nostra immondizia. E ancora quando noi occidentali (attraverso la tv o i nostri viaggi poco responsabili) trasmettiamo un’immagine del NORD del mondo quale regno dell’opulenza. E non capiamo poi perché i ragazzi del SUD, preda di quest’illusione, saltino su un gommone o su un’imbarcazione improvvisata, rischiando la loro vita per approdare su spiagge tanto sognate in cerca di una vita più dignitosa rispetto a quella di casa propria.
Un sogno per la strada vuole aiutare questa gente, ed in particolare i bambini di strada e le loro famiglie, a realizzare i loro sogni e garantendo loro un’esistenza dignitosa nel loro paese. Vuole consapevolizzare i giovani del Nord perchè siano più sensibili verso i loro fratelli meno fortunati e quindi più tolleranti e solidali.
Aiutaci anche tu unendoti alla nostra lotta.

*Articolo tratto dal sito:

sabato 20 giugno 2009

Letture d'estate a Roma

Letture d’Estate
Ottimomassimo

Cari piccoli lettori,
quest'estate c'è una grande novità. Ottimomassimo la libreria itinerante per ragazzi ha trovato una tana perfetta per passare le vacanze estive al fresco e vi aspetta sotto gli alberi dei giardini di Castel Sant'Angelo tutti i giorni dal 18 giungo al 23 agosto, dalle 10 di mattina alle 2 di notte.
Ci sarà posto per leggere, per dipingere, per ascoltare le storie.
Ci saranno occasioni di incontro con gli autori e la possibilità di fare laboratori con gli illustratori.
Potrete accomodarvi nell'esclusiva "Osteria del buon libro", per ordinare i libri più succulenti e appetitosi da leggere.
È il posto perfetto per trovare il libro giusto da portare in vacanza, tra le proposte di piccoli e bravissimi editori per ragazzi.
Vi aspettiamo con i vostri amici!
Giovedì 18 A come ALFABETO Ore 10.30 Il piatto del giorno! Letture alfabetiche per bambini. Dai 4 ai 7 anni.

Ore 18.00 Presentazione del libro “L’alfabeto dimezzato”. Storie di coccodrilli scottati e scimpanzé in piscina di Guia Risari, illustrazioni di Chiara Carrer, edizioni Beisler.
Dai 4 agli 8 anni.Venerdì 19 B come BAMBINI Ore 10.30 Il piatto del giorno! Il piatto del giorno! Letture piccoline morbidine e sgranocchiabili… come i bimbi. Dai 4 ai 7 anni.

Ore 18.00 Spettacolo musicale e presentazione del libro la “Musicastrocca” (con CD) di Massimiliano Maiucchi, (Sinnos Editrice). Con Massimiliano Maiucchi e Alessandro D’Orazi. Dai 2 anni.
Sabato 20 C come CRESCEREOre 10.30 Il piatto del giorno! Letture sempre più grandi per scoprire com’è il mondo. Dai 4 ai 7 anni.

Ore 18.00 Laboratorio di costruzione delle storie e presentazione del libro “Osvaldo e i cacciatori”, di Andrea Angiolino e Valeria De Caterini, (edizioni Lapis). Saranno presenti gli autori. Dai 5 anni.
Domenica 21 D come DOMANDEOre 10.30 Il piatto del giorno! Letture? Piene? Di punti interrogativi? Dai 4 ai 7 anni.

Ore 18.00 Laboratorio e presentazione del libro “Maremé” di Antonella Abbatiello (edizioni Fatatrac). Sarà presente l’autrice. Dai 4 anni .

Ottimomassimo è su facebook

Se siete iscritti al social network più famoso di tutti i tempi e volete diventare amici della vostra libreria preferita, e guardare le nostre foto, i nostri video e diventare a vostra volta amici dei nostri amici… questo è l'indirizzo che vi serve: Ottimomassimo su Facebook a seguire il nostro video della nostra sigla, di Janna Carioli e cantata da Susanna Sorìa.

Per saperne di più:

http://www.ottimomassimo.it/

venerdì 19 giugno 2009

Forum Internazionale della Salute "Sanit"




Forum Internazionale della Salute “Sanit”

L’associazione di promozione sociale Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile, nella sua consolidata tradizione di animazione culturale rivolta ai bambini, propone nella cornice del 6° Forum Internazionale della Salute “SANIT” a Roma una giornata di narrazioni e laboratori creativi.

In sinergia con l’associazione “Salvamamme Salvabebè” di Roma, il giorno 25 giugno dalle 10 alle 18, i volontari presenteranno letture e momenti ludici per bambini da 2 a 12 anni.

Ringrazio Grazia Passeri, presidente dell’associazione Salvamamme Salvabebè di Roma, per averci coinvolto in questo campo operativo: condividiamo l’intento di dare ai bambini svantaggiati dalle condizione economiche e dalle conoscenze linguistiche , le stesse opportunità di formazione e crescita. La salute ed il benessere del fanciullo si raggiungono anche tramite una serena visione dell’infanzia che costruiamo con la narrazione e l’osservazione” dichiara Claudia Camicia presidente del GSLG.

L’intento della giornata è di far leggere ed ascoltare buoni esempi di lettura sia dal punto di vista letterario sia contenutistico; far prendere visione di albi illustrati di ottima qualità con cui sognare. Inoltre le letture potranno stimolare delle riflessioni per i laboratori di gruppo e momenti di creatività nell’applicazione manuale: disegno, collage, uso di materiali riciclati.

Agli adulti accompagnatori sarà offerta l’opportunità di visionare libri, parlare con esperti di editoria per ragazzi, conoscere autori.

Sarà presentata la rivista trimestrale PAGINE GIOVANI che da 32 anni si occupa di promuovere la lettura e l’editoria di qualità, con una critica sociopedagogica delle opere pubblicate ed un dossier tematico. Adatto ai genitori, formatori, educatori, insegnanti, bibliotecari.

Per saperne di più:

http://www.gruppoletteraturagiovanile.it/transizione.html

domenica 14 giugno 2009

Associazione Marilena Amerise

Associazione Marilena Amerise

Nasce a Roma, il 18 giugno 2009, l’Associazione Marilena Amerise “MAR”. L’Associazione è intitolata a Marilena Amerise, la giovane studiosa coriglianese, improvvisamente scomparsa recentemente proprio a Roma.

Oggetto sociale dell’Associazione

L’Associazione persegue, senza fini di lucro, lo scopo di promuovere e sostenere in Italia e all’estero le attività d’ordine culturale, la promozione di borse di studio, la ricerca e le pubblicazioni nei campi della Storia del Cristianesimo e delle relazioni tra la Scienza, la Cultura e la Fede, svolte a mantenere presente ed attiva la figura paradigmatica di Marilena Amerise.

In particolare, l’Associazione attribuisce borse di studi a giovani ricercatori per tesi di laurea magistrale o di dottorato di ricerca, o lavori equiparabili, a giudizio di apposita commissione, sia nel campo della Storia del Cristianesimo, sia in quello delle relazioni tra Scienza, Fede e Cultura, con un’enfasi particolare, per quanto riguarda la storia del cristianesimo, all'interazione, nel territorio italiano, con il cristianesimo di provenienza orientale, e sulla mediazione culturale tra scienza e fede. L'associazione favorisce la realizzazione di progetti di ricerca, convegni, conferenze, dibattiti, mostre, proiezioni di film, scambi inter-universitari e pubblicazioni negli stessi campi, specialmente per mezzo della raccolta di fondi per finanziare tali progetti.

L’Associazione promuove pure l’organizzazione di eventi musicali in onore di Marilena Amerise, per rendere sensibile la mediazione culturale tra il mondo della conoscenza e quello della fede.

Venerdì 19 giugno alle ore 20.30, nella Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore a Piazza Navona, gli Organizzatori intendono celebrare la costituzione dell’Associazione con un Concerto quale dono a tutti i parenti e gli amici di Marilena.

“Marilena ha attraversato questo mondo – si legge nel comunicato diffuso dall’Associazione – in trentatre anni, per insegnare ad amare. Ci ha regalato il suo sorriso, la sua gioia, l’immensa generosità del suo impegno, la serietà del suo studio. Vogliamo mantenere viva la fiamma che ha accesso, tramite l’Associazione che porta il suo nome”.

In occasione del bicentenario della nascita di Felix Mendelssohn, il concerto proposto intende celebrare la memoria del compositore tedesco attraverso una selezione di alcune perle musicali di rara esecuzione. La figura artistica di Mendelssohn si pone quale crocevia di un’epoca, impregnata dei rigori formali del Classicismo strumentale e al contempo tesa al loro superamento nelll’esplosione della cantabilità romantica. L’opera strumentale di Mendelssohn è espressione emblematica della connivenza della dialettica Classico/Romantico, in quanto racchiude un ventaglio di esperienze musicali che attinge tanto al contrappunto cromatico di Johann Sebastian Bach, quanto alla grazia e alla limpidezza formale di Wolfgang Amadeus Mozart, ma anche alla forza drammatica dei suoi coevi, Ludwig van Beethoven e Carl Maria von Weber. Il dramma di cui parla la musica però non è mai un evento negativo: è speranza di una riconciliazione, su un piano superiore, di un dialogo di idee opposte. E’ l’affermazione di un bello e di un vero che basta a se stesso e che lotta per esprimersi unicamente attraverso la ricerca di altra bellezza sonora. Non a caso, le Romanze senza parole – quasi una contradictio in terminis – poste in apertura del programma, ci introducono in un’atmosfera di sogno in cui le parole non servono, perchè gli strumenti ‘dialogano’ e l’ascolto non necessita di ausilii testuali affinché sia suggerito un senso compiuto a ciò che ascolta.Proseguendo e ampliando, come in una sorta di cerchi concentrici, il discorso di dialettica tra antico e moderno, la Fantasy op. 79 del francese Gustav Faure rivela nel titolo le ascendenze antiche, rifacendosi a una forma strumentale nota già nel XVI secolo, in riferimento alle improvvisazioni libere e rapsodiche dei suonatori di liuto, “libere da parole e obbedienti solo all’ispirazione” (Marin Mersenne, Harmonie Universelle, 1636). Al contempo la bipartizione tra una sezione lenta e una allegra consente di esplorare tutta la gamma delle potenzialità espressive alla ricerca di nuovi impasti sonori e timbrici. Il primo dei due Konzertstück in programma, gioielli rari per l’originalità degli strumenti per cui sono stati originariamente concepiti (il clarinetto, il corno di bassetto e il pianoforte) da vita a un dialogo che, in obbedienza alla tradizione della forma sonata mozartiana, si suddivide in tre tempi: un Allegro in tempo binario, primo momento di affermazione del materiale tematico; un Andante in tempo ternario dalla cantabilità distesa e dolcissima; infine un Presto il cui travolgente ritmo ternario conduce all’unisono i tre strumenti alla risoluzione finale. La Romance di Camille Saint-Saëns, così come il successivo Clair de lune di Claude Debussy, ci riportano alle atmosfere immaginative e sognanti del simbolismo francese tardo-romantico, e tuttavia è innegabile il legame, evidente nel titolo, con le Romanze di Mendelssohn ascoltate in apertura di concerto: i compositori francesi, una generazione dopo quella del collega tedesco, tornano a stupirci con un linguaggio che nulla invidia a quello verbale. Il termine ‘romanza’ che di per se evoca il riferimento a una storia, a una narrazione, non delude l’ascoltatore, perchè egli infonde nell’atto stesso dell’ascolto la sua storia. Quella personalissima intima e favolosa che nessun testo apposto alla musica potrebbe altrimenti esprimere. Tra i due momenti sospesi e atemporali della Romance e del Clair de lune, si insinua una eco di un passato che non può conoscere tramonto: le note immortali di Wolfgang Amadeus Mozart risuonano qui nel Divertimento, forma nota sin dal 1567 e che conosce nel repertorio del grande viennese il suo apogeo. I cinque brevi e deliziosi movimenti (Allegro, Minuetto, Adagio, Minuetto, Rondò) suggellano la compiutezza di una forma che eleva il termine originario al rango di raffinato intrattenimento di corte. Conclude il concerto il secondo dei due Konzertstücke di Felix Mendelssohn: qui l’allegro iniziale cede il posto a un Presto dalla forza trascinante, in cui la melodia espressa inizialmente all’unisono dai fiati e dal pianoforte, si sviluppa in un serrato dialogo tra i clarinetti. L’Andante centrale stempera in una atmosfera di apparente serenità le forze centripete dei temi proposti; l’ Allegro grazioso finale chiude il brano in un effervescente ritmo binario che attraverso uno stringente gioco di intarsio tra i fiati e il pianoforte conduce allo scioglimento finale nella limpida tonalità di Fa maggiore. Un curioso aneddoto è legato alla genesi dei due Konzertstückes: dedicati a Heinrich e Carl Baermann, padre e figlio suonatori di clarinetto e di corno di bassetto, pare che siano stati da essi esplicitamente richiesti al compositore in attesa che fossero ben cotti i ‘canederli’, tipici dolci della cucina tirolese, di cui pare fossero esperti cuochi. A dimostrazione che la serietà è gioco, e l’impegno entusiasmo, e sorriso: è la lezione più profonda del Mozart eterno fanciullo prodigio, appresa da Mendelssohn. E’ la grazia di cui la musica ci fa dono. Tiziana Affortunato

Per saperne di più:

http://www.evolution-rome2009.net/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=1&Itemid=80&lang=it

http://www.srmedia.org/Default.aspx?tabid=511

Nota.
La notizia della nascita dell’Associazione che porta il nome di Marilena non può che essere accolta con grande favore. Sono certo che attraverso le iniziative dell’Istituzione, dei tanti amici che vi collaboreranno, Marilena continuerà a vivere in tanti di noi. Questo spazio virtuale, per quanto modesto e senza pretese, è a disposizione dell’Associazione. Buon lavoro.

giovedì 4 giugno 2009

Vengono da lontano...

Vengono da lontano…

A volte vengono davvero da lontano,
spesso con auto blu
con la scusante di incontri istituzionali,
carichi di anni di gestioni del potere,
di grossi investimenti da capitalizzare
in campagne elettorali mordi e fuggi.
Parlano. Non c’è tempo per ascoltarti.
Raccolgono voti, seminano promesse.
I diritti trasformati in “piaceri”.
E volano via.

Corigliano è stanca, la Piana di Sibari è stanca.
È arcistufa la Calabria di notabili e pezzi da novanta.
Di clientelismi in tutte le salse il Sud ne ha le tasche piene.
Prova a cambiare.
Un segnale forte per una democrazia vera.
Corigliano ci prova.
La Piana di Sibari ci prova.
La Calabria tutta ci prova.
Il Sud ci prova.
Proviamoci tutti.

Il 6 e 7 giugno, per le elezioni al Parlamento Europeo,
scheda arancione,
Giovanni Pistoia
Candidato al Parlamento Europeo
nella Sinistra Europea.

Se a sognare è una sola persona è un'illusione,
se a sognare siamo in tanti è l'inizio della realtà.


Gruppo Sostenitori “Giovanni Pistoia al Parlamento Europeo”

www.giovannipistoia.it

http://larosanelbicchiere.blogspot.com

giovannipistoia@libero.it

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domenica 10 maggio 2009

I bambini, la salute, l'Europa

I BAMBINI, LA SALUTE, L’EUROPA
Giovanni Pistoia

La tutela dell’ambiente è una condizione essenziale per la salute dei cittadini. È fuor di dubbio che esiste una correlazione diretta tra ambiente e salute. Su questo tema, fondazioni, associazioni scientifiche e ambientaliste cercano, con varie iniziative, di aumentare la consapevolezza tra politici e amministratori. Una di queste è quella predisposta dall’Associazione Culturale Pediatri (
www.acp.it).

I cittadini europei mettono al primo posto l’importanza della salute e, quindi, tutto quello che è necessario per tutelarla, a cominciare proprio dalla tutela dell’ambiente, cioè dal contesto nel quale il cittadino opera, vive, abita.

Si rende necessario, pertanto, che quanti sono impegnati in questa campagna elettore, con particolare riferimento alle elezioni al Parlamento Europeo, esprimano giudizi chiari su questi temi. Ritengo, ad esempio, che un’Europa diversa sia possibile, e ciò passa anche e soprattutto nell’impegno a promuovere e proteggere la salute pubblica, non solo come mezzo di sviluppo economico, cosa che sarebbe del tutto riduttiva, ma perché la salute è il bene essenziale dell’uomo e per l’uomo. Necessario quindi, promuovere quelle politiche comunitarie che mirino a creare un habitat salubre nelle città, nei paesi, nei luoghi di residenza, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Le questioni climatiche e quelle sociali sono correlate. La crisi economica non può essere scaricata sulla salute dei cittadini e sulle fasce più fragili della società.

E tra i cittadini i bambini sono quelli più deboli. Secondo varie indagini, del resto sottolineate dalla stessa Associazione Culturale Pediatri, il degrado dell’ambiente colpisce soprattutto la salute dei bambini. Alcune patologie sono in crescita: le allergie, i tumori in età pediatrica, l’obesità. Da ciò ne deriva il doveroso impegno, chiaro e preciso, di assicurare che tutte le politiche ambientali stabiliscano degli standard tali da proteggere la salute dei bambini e di altri soggetti più fragili.

I bambini, inoltre, sono tra i soggetti che più risentono dell’inquinamento dell’ambiente. Infatti, il 43 per cento di tutte le malattie correlate all’ambiente colpisce i bambini sotto i 5 anni, che rappresentano, in verità, solo il 12 per cento della popolazione. Per fare in modo che questa tendenza venga invertita si rendono necessarie politiche mirate: ridurre il traffico automobilistico nelle aree adiacenti alle scuole, e in quegli ambienti frequentati dai bambini, per diminuire drasticamente l’inquinamento atmosferico ed acustico.

Altro settore che vede soprattutto i bambini protagonisti incolpevoli è l’effetto a lungo termine dei campi magnetici sulla loro salute. Dal che ne deriva l’impegno a promuovere le politiche che stabiliscano limiti più bassi per proteggere le persone più vulnerabili, a cominciare proprio dai bambini.

Problemi, questi, che interessano città e paesi, sia pure in misura diversa, del Nord e del Sud dell’Italia e di altri Paesi.

Se è vero, come è vero, che i bambini di oggi saranno i futuri cittadini europei, è dalla protezione della loro salute e dell’ambiente ove vivono, giocano, studiano che bisogna ripartire. E se l’ambiente frequentato dai bambini è sano ne deriva che è sano l’ambiente di tutti.

http://larosanelbicchiere.blogspot.com

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sabato 9 maggio 2009

Voglia di libertà


Voglia di libertà
Giovanni Pistoia


“Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato.
A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata.
Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Livingston. Si trovava a una trentina di metri d’altezza: distese le zampette palmate, aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E infatti rallentò tanto che il vento divenne un fruscio lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentrò intensamente, trattenne il fiato, compì ancora uno sforzo per accrescere solo… d’un paio… di centimetri… quella… penosa torsione e… D’un tratto gli si arruffano le penne, entra in stallo e precipita giù.
I gabbiani, lo sapete anche voi, non vacillano, non stallano mai. Stallare, scomporsi in volo, per loro è una vergogna, è un disonore.
Ma il gabbiano Jonathan Livingston – che faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo – no, non era un uccello come tanti.
La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov’è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importa tanto procurarsi il cibo, quando volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.”

Penso a questo speciale gabbiano quando mi trovo a osservarne qualcuno planare verso il mare. Ma il gabbiano Jonathan non intende seguire, in maniera acritica, il suo stormo. Vuole di più. Vuole vivere in libertà, cercare altri orizzonti, “pensare” con la propria testa, sbagliare, se necessario, pur di raggiungere vette più alte.

Il gabbiano Jonathan Livingston” è un classico della letteratura. Richard Bach, con questo libro, ha ottenuto un successo strepitoso. Il gabbiano Jonathan diventa il simbolo della libertà, dell’autonomia, della passione, della volontà e, nello stesso tempo, della voglia di far bene, di imparare sempre, di cercare di raggiungere nuovi traguardi, di scoprire le potenzialità che sono in ognuno di noi.
Un inno alla gioia di vivere, all’ansia di pulizia, alla voglia di cieli azzurri, di aria pulita.
Ne abbiamo davvero bisogno.

Richard Bach
Il gabbiano Jonathan Livingston
Fotografie di Russell Munson
Bur 2008 (cinquantacinquesima edizione)
http://www.bur.eu/

giovannipistoia@libero.it
360.52.52.25

venerdì 8 maggio 2009

Seminario sulla lettura a Cerea

SEMINARIO: “TERRA DI INCONTRI”
Il Circolo didattico di Cerea
invita genitori, bambini e docenti
di ogni ordine di scuola
a partecipare al Seminario
“TERRA D’INCONTRI“
PER UN’EDUCAZIONE ALLA MONDIALITA’

IL RUOLO DEGLI ADULTI NELL’EDUCAZIONE INTERCULTURALE DEI BAMBINI

8 e 9 MAGGIO 2009
PRESSO LA BIBLIOTECA DI CEREA

In concomitanza con il Seminario sarà allestita una mostra del libro, saranno esposti elaborati dei bambini sul tema interculturale e saranno organizzati dei laboratori espressivi.
Per ulteriori informazioni

http://www.ddcerea.it/

domenica 3 maggio 2009

Associazione Culturale Pediatri


"Il degrado dell’ambiente naturale è alla base di un'alterazione delle condizioni globali di salute, particolarmente evidente nell’età infantile"

ACP - Associazione Culturale Pediatri

L’Associazione Culturale Pediatri è un’associazione libera che raccoglie 2500 pediatri italiani in 38 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino.

Quattro le priorità dell'Associazione nel percorso intrapreso per la tutela dei bambini e dei genitori

le disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti dipendenti da condizioni territoriali economiche e culturali;

la salute mentale dei bambini e negli adolescenti;

le conseguenze dei problemi dell'inquinamento dell'ambiente sulla salute dei bambini (rapporto fra qualità dell’ambiente e salute dei bambini (inquinamento, alimentazione e Ogm);

l'aiuto alle famiglie perché cresca la capacità di essere genitori.

La mission principale dell’ACP riguarda la formazione e l'aggiornamento dei pediatri.

L’Associazione è inoltre impegnata in attività di ricerca nell’ambito delle cure primarie e del settore ospedaliero e in aree ancora poco esplorate del mondo dell’infanzia (le humanities).

L'ACP collabora con il Centro Nazionale di Documentazione sull'Infanzia e l'Adolescenza della Presidenza del Consiglio e ha contribuito alla formulazione del Piano Sanitario Nazionale ed alla Commissione Nazionale sull'Abuso e il Maltrattamento.

All'interno dell'Associazione si è formato un gruppo di lavoro, “Pediatri per un mondo possibile”, attivamente impegnato sul tema del rapporto fra ambiente e salute del bambino.

Per saperne di più si segnalano i siti:

http://www.acp.it/

www.pumpacp.blogspot.com/