A proposito di alieni e giustizia
Giovanni Pistoia
A me piace pensare che Minisci e Badolati quando hanno deciso di scrivere un libro sulla giustizia italiana abbiano avuto come riferimento i giovani più che gli alieni. Pensare che un alieno, proveniente da un mondo evoluto e lontano da noi, decida di venire a verificare come funzioni il sistema giudiziario in Italia è davvero paradossale. Ma è un paradosso cercato, perché credo ci sia tanto di paradossale nei dibattiti su come è amministrata la giustizia nella Patria del diritto.
L’Italia è un Paese dalla giustizia negata. Una catastrofe per le vittime dei reati e, spesso, per gli stessi imputati (non mi riferisco a chi, criminale incallito o professionista del crimine, trova giovamento dall’incertezza della pena e dal sistema giudiziario inefficiente e più che precario).
Un sistema giudiziario definito in tanti modi nel testo (La giustizia raccontata a un alieno). Il sistema giudiziario italiano versa “in una gravissima crisi di efficienza e di funzionalità, che si sta trasformando in crisi di credibilità della giustizia”, con procedure “farraginose”, nelle affermazioni di Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che firma la prefazione.
Giuseppe Maria Berruti, magistrato della Suprema Corte di Cassazione, nella breve introduzione parla di “irrazionalità”, “contraddizioni”, e afferma perentorio: “Al nostro sistema oramai manca addirittura l’ovvio. Mancano le precondizioni insomma, prima che le condizioni, del funzionamento”. Ma sono le ultime righe di Berruti che fanno meditare. Addirittura sembra necessario cercare un nuovo linguaggio, una nuova tecnica letteraria per parlare di un argomento come questo, che pare sfuggire agli schemi razionali accettati e riconosciuti. Nel senso che Minisci (sostituto procuratore) e Badolati (giornalista) per denunciare lo stato della giustizia (leggi, tribunali, processi, carceri, ecc. ) devono ricorrere a una specie di “libello”; adottare una sorta di “allungo poetico” per tentare di essere ascoltati, e si sono inventati la presenza di un alieno. Un alieno, che si rivela essere, con l’arrivo dell’alba, solo il frutto di un sogno o, meglio, di un incubo.