sabato 3 settembre 2016

Giovanni Pistoia, Parole mai stanche da lunghi viaggi - Note e noterelle dall’altro secolo con testi di Giuseppe Abbruzzo, Aldo Amato, Mario Candido, Giuseppe Pecora, Enzo Viteritti Youcanprint, maggio 2016



copertina dell'eBook


Giovanni Pistoia
Parole mai stanche da lunghi viaggi
Note e noterelle dall’altro secolo
con testi di Giuseppe Abbruzzo, Aldo Amato, Mario Candido, Giuseppe Pecora, Enzo Viteritti
Youcanprint, maggio 2016

(testo disponibile in cartaceo e in eBook)


“Parole mai stanche da lunghi viaggi – Note e noterelle dell’altro secolo”. Trattasi di una raccolta di scritti di Giovanni Pistoia, con testi di Giuseppe Abbruzzo, Aldo Amato, Mario Candido, Giuseppe Pecora, Enzo Viteritti.

Il volume raggruppa servizi giornalistici e considerazioni su alcuni aspetti sociali, economici e politici della piana di Sibari (Cosenza), redatti nel “secolo scorso” (1979-1997) e apparsi su vari giornali, in gran parte sul periodico “Confronto” di Acri diretto da Giuseppe Abbruzzo.

Tra le tematiche affrontate, afferenti il mancato sviluppo di questo lembo di Calabria, trovano spazio gli scavi archeologici di Sibari, lo stato di salute delle campagne, il porto, le opere pubbliche, gli archivi comunali di Corigliano e del Circondario (il libro è dedicato a Pier Emilio Acri, archivista prematuramente scomparso), nonché riflessioni storiche sull’industria della liquirizia. Nel testo figurano anche ritratti di uomini di cultura del territorio, dai poeti Francesco Grillo e Francesco Maradea all’intellettuale Antonio Russo. Vi appaiono anche varie fotografie dei nostri giorni, in particolare di Giovanni Ursino, e qualche foto d’epoca.

Il testo in digitale è possibile scaricarlo facilmente sul proprio computer. In seguito alcune delle librerie online che distribuiscono il volume:









Si ringrazia per l’attenzione



Prefazione di Carmine Chiodo al volume: Giovanni Pistoia, Dante Maffia. Tutto ebbe inizio con il nome, La Mongolfiera Editrice, Doria di Cassano allo Ionio (Cosenza), luglio 2016

Un momento della presentazione del volume di Giovanni Pistoia, Dante Maffia: tutto ebbe inizio con il nome, tenutasi a SIBARI (Cosenza) presso il Museo della Sibaritide il 12 agosto 2016

Prefazione di Carmine Chiodo al volume:

Giovanni Pistoia, Dante Maffia. Tutto ebbe inizio con il nome, La Mongolfiera Editrice, Doria di Cassano allo Ionio (Cosenza), luglio 2016, pp. 172, € 15.00

Prefazione
di Carmine Chiodo

L’attenzione critica alle opere di Dante Maffia si fa sempre più estesa. Dopo L’odissea nel mistero di Gennaro Mercogliano, La poesia come azione e dizione di Luigi Reina, Antico e nuovo nella poesia di Dante Maffia di Rocco Salerno, Gli opposti segni di Franco di Carlo, La mappa dei poeti del Sud di Giuseppe De Marco, Lessico del dialetto di Maffia di Vincenzo Petrone, Omaggio a Dante Maffia di Luigi Troccoli, e dopo Caro Dante a cura di Renato Fiorito, La forza della parola a cura di Carlo Rango, Come dentro un sogno di Marco Onofrio, Il cerchio aperto di Antonio Iacopetta, Ti presento Maffia a cura di Rocco Paternostro, che raccoglie le relazioni sul Convegno tenutosi a Roseto Capo Spulico nel 2013,  e l’utilissimo numero monografico della rivista “Periferia” che offre saggi su Maffia, testimonianze e nota bio-bibliografica abbastanza nutrita (sto citando a memoria), ecco un altro tassello prezioso che però si distingue dagli altri lavori. Questo di Giovanni Pistoia è una sorta di racconto sull’avventura del poeta e dunque si muove tra biografia e opere intrecciando, con molta attenzione e cura, la quotidianità di Maffia con le sue accensioni poetiche, con la sua scrittura.
Giovanni Pistoia è uno degli intellettuali calabresi che meglio di altri sa entrare nel tessuto linguistico e nella sostanza degli autori di cui si occupa. Lo ha dimostrato in altre occasioni e lo dimostra in questo suo libro che ci presenta Maffia direi in una dimensione inedita, perché i discorsi sui testi sono quasi sempre accompagnati da annotazioni riguardanti i comportamenti del poeta. Una maniera molto intrigante che ci porta addirittura in certi momenti intimi e ci mostra come la scrittura nasca da filtri umani, da interessi che non sono soltanto libreschi.
Il ritratto di Dante Maffia, nelle parole di Giovanni Pistoia, diventa un viaggio illuminante non solo per la sua biografia, ma anche per l’affresco di sottofondo di una Calabria che dagli anni del dopoguerra è tesa alla realizzazione di un sogno.
A tratti Pistoia è affabulante, coglie il poeta in certi momenti familiari, nei gesti usuali che ce lo fanno amare per i suoi abbandoni all’incanto del paesaggio, per le sue parole che non sono mai finalizzate alla letterarietà, ma sono il filtro di un cammino al centro del quale c’è sempre l’uomo.
Giovanni Pistoia riesce a cogliere sia nei versi di Maffia e sia nel suo fare di ogni giorno la tenerezza che è sparsa un po’ ovunque, quel suo modo intrigante di entrare e uscire dalla realtà, quel suo sguardo penetrante che osserva e raccoglie sentimenti, emozioni, storie, avvenimenti, ricordi e percezioni.
Si sente tra Pistoia e Maffia una grande consonanza ed è per questo motivo che le pagine di Pistoia vibrano di quella bellezza che soltanto i lettori complici possono rilevare e porgere ad altri.
Con leggerezza e chiarezza Pistoia si muove tra le opere di Maffia individuando momenti davvero di grande efficacia poetica. Il critico, forse sarebbe meglio dire il biografo, si sofferma sui particolari, badate, non su tutti ma su ognuno dei particolari e ne trae le linee di un ragionamento che pone Maffia al centro di una rinascita culturale della Calabria in termini molto diversi dal solito modo populista che finora ha guidato i nostri scrittori.
Nelle opere di Dante Maffia c’è la Calabria nella sua interezza, con tutte le sue magnificenze e le sue contraddizioni, ma il sogno del riscatto non è affidato alla retorica. Egli crede che il muro alto dell’isolamento si possa fare crollare insistendo sulla cultura, sulla poesia.
Un sogno? Un’ennesima puntata all’utopia visto che Maffia è campanelliano? Io credo che si tratti di un sogno realizzabile se avremo il coraggio di spazzare via un po’ di dilettantismo dalle nostre contrade e avremo il coraggio di cominciare a chiamare le cose con il loro nome.
Ma questo è un discorso sociologico politico nel quale non entro. Rilevo semplicemente che questo libro di Giovanni Pistoia è una maniera nuova di affrontare le opere di uno scrittore inserendolo fuori dai canoni stabiliti dalla critica letteraria, fuori dalle imposizioni delle scuole. Quindi potrà arrivare alle anime e alle coscienze dei lettori per cancellare un po’ del torpore che ormai sovrasta.
Il risultato è il ritratto di un Dante Maffia rinnovato, rivisto con occhi diversi, finalmente aperto a una visibilità che spesso gli è stata negata per le sue intemperanze e per le sue prese di posizione nei riguardi della mediocrità annidatasi nelle direzioni di alcune grandi case editrici, ma è anche il ritratto di uno di quegli scrittori di provincia, e dico provincia in una accezione nobilissima che deve far pensare per esempio a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e a Gesualdo Bufalino, per non parlare di Nievo o della Deledda.
Si sono incontrate due forti e belle sensibilità e la penna di Giovanni Pistoia si è aperta con gioia. Non ci sono finzioni letterarie, non ci sono difficoltà di lettura. Pistoia si fa capire e così Maffia guadagna un altro tassello importante, uno di quei tasselli che avrebbero fatto dire a Francesco De Sanctis di avere trovato sul suo cammino un maratoneta a cui dà la mano, per la vittoria finale, un altro maratoneta altrettanto ricco di poesia, del respiro di Ulisse, di intensa, meravigliosa e forte umanità.

CARMINE CHIODO


Giovanni Pistoia
Dante Maffia. Tutto ebbe inizio con il nome
Prefazione di Carmine Chiodo
La Mongolfiera Editrice
Doria di Cassano all’Ionio (Cosenza), luglio 2016


Il volume è distribuito dall’editrice La Mongolfiera.
Per informazioni:



Giovanni Pistoia, Dante Maffia. Tutto ebbe inizio con il nome, pref. Carmine Chiodo, La Mongolfiera Editrice, Doria di Cassano all'Ionio, luglio 2016

Giovanni Pistoia
Dante Maffia. Tutto ebbe inizio con il nome
Prefazione di Carmine Chiodo
La Mongolfiera editrice
Doria di Cassano all’Ionio (Cosenza), luglio 2016
pp.172, € 15.00


(Il volume non è disponibile in eBook)

È distribuito dall’editrice La Mongolfiera e da varie Librerie  on line.


Per contatti con l’editrice:

info@lamongolfieraeditrice.it

Giovanni Pistoia, Note di storia. Leggendo Mirco Dondi, Youcanprint, prima edizione digitale 2016 (eBook gratuito)



eBook formato PDF scaricabile GRATUITAMENTE sul proprio computer

Giovanni Pistoia
Note di storia. Leggendo Mirco Dondi
Youcanprint, prima edizione digitale 2016

(L’opuscolo non è disponibile in cartaceo)

L’eBook è distribuito da varie Librerie on line. Se ne indicano alcune:







«L’autore - Giovanni Pistoia - ripropone sue considerazioni effettuate come relatore in occasione della presentazione di alcune ricerche storiche del prof. Mirco Dondi, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Bologna, dove dirige anche il Master di Comunicazione storica».

lunedì 1 agosto 2016

ANTONELLA RADOGNA SU LUCIANO LUISI

LUCIANO LUISI, Tutta l’opera in versi1944-2015, Savigliano, Nino Aragno Editore, 2016, pp. 798.

Dopo avere letto con partecipata attenzione questa opera colossale di Luciano Luisi la prima domanda che mi è venuta spontanea è stata: “Ma che cosa ha in meno, un poeta così, di altri che abbiamo sentito strombazzare in lungo e in largo?”.
In queste pagine c’è una intera vita distillata in versi sempre cristallini, con immagini straordinarie, con metafore luminose, con un sentire accorato che dà subito l’idea di una poesia nata costantemente sotto il segno delle emozioni, mai algida o giocata sulla maniera, mai priva di calore.

“Anche il dolore
Muore.
           E tutto è immoto:
                                      si è spento
con l’ultimo singulto del motore
il fiato della vita.
Tutto è silenzio.
                         Respira
soltanto il mare.

Versi così intensi, così profondi, così forti credo che non sia facile riscontrarli in molti poeti del nostro Novecento e ciò probabilmente perché Luisi è uno di quei poeti che non ha dato retta alle mode (nessun poeta dovrebbe farlo) e ha seguito la strada della sua ispirazione, della sua natura, della sua identità, e di conseguenza ogni pagina porta le stimmate delle sue esaltazioni, delle sue gioie, della sua felicità, della sue ferite, dei suoi dolori.
Dunque poesia che nasce direttamente dalla vita, che cerca di spiegarla e di dilatarla oltre il tempo della quotidianità, che ne coglie gli aspetti inediti e non facilmente riscontrabili, che entra nel vivo delle vicende con accortezza, per evitare che il verso si faccia notizia, che la tentazione del “racconto” sovrasti il flusso lirico, quella luce diffusa che irrora ogni parola, ogni riflessione, ogni immagine.
L’Introduzione di Giuseppe Langella è illuminante e precisa, ci fa entrare nel libro accompagnandoci direi dolcemente e ci mostra come il percorso di Luisi si sia svolto all’insegna di una etica che ha saputo dare valore a ogni tematica senza tuttavia inficiare di rigorismo l’atteggiamento del poeta.
Oltre settanta anni di poesia, che nasce in un’epoca in cui ancora ci sono gli strascichi di una guerra sanguinosa e violentissima e che spesso ha distorto l’ispirazione dei poeti del tempo portandoli ad usare toni roboanti e a volte comiziali, quelli che hanno poi dato luogo al fenomeno del neorealismo che in prosa ha dato dei risultati e che in poesia, invece, è stato un fallimento.
Luisi è rimasto fedele a se stesso e perciò la sua limpidezza espressiva fa da padrona in tutte le pagine, sezione dopo sezione, perché il libro non segue la cronologia delle date di pubblicazione delle varie sillogi, ma presenta un percorso tematico, che io ho trovato molto intrigante e direi affascinante, perché permette di “vivere” le realtà del poeta di volta in volta.
Impossibile riportare l’elenco delle sezioni perché sono davvero tante,  e il fatto che il tempo abbia preso l’afflato della perennità mi dà l’idea che la poesia di Luisi abbia voluto sfidare il luogo comune del poeta che deve crescere anno dopo anno. Vi pare che Rimbaud abbia avuto bisogno di crescere, o vi pare che lo abbia avuto Keats? La poesia è senza tempo, se è tale, e Luisi lo dimostra. Si faccia la prova a sfogliare a caso le pagine e si avrà precisa l’idea di un poeta che è nato bello e compiuto e ha dovuto dopo soltanto affinare e scavare in profondità, ma che non ha cambiato d’abito per le occasioni.
Anche la Postfazione di Dante Maffia è ricca di suggerimenti per meglio entrare nelle corde di questa poesia così doviziosa, così ammaliante, così utile. E vorrei che su utile il lettore si soffermasse, perché chi la legge non resta la stessa persona che era prima. Luisi trasmette una euforia che rende l’anima assetata di nuove emozioni, di attese impensabili.
Ma il volume presenta anche l’intera storia di Luisi, la bibliografia accurata delle opere e degli scritti critici a lui dedicati e permette, quindi, di rendersi conto di un percorso davvero esemplare sotto ogni punto di vista.
Mi sono infine domandata quale delle varie sezioni mi abbia maggiormente affascinata e la risposta non è stata facile: I possibili amori in cui primeggia Aspasia:

“… e allora sia
Ciò che la vita vuole, ma ricordalo:
qualunque cosa accada sono stato
nella tua vita, e tu sei nella mia”.

Ma poi, sfogliando mi ha presa Nonostante e poi L’ombra e la luce e poi… Tutta l’opera in versi, sì, tutta l’opera che invito a centellinare come ho fatto io questa estate che è stata bellissima anche grazie alla presenza di Luciano Luisi, poeta alto, indimenticabile, davvero colmo di calda luce accecante.

ANTONELLA RADOGNA


martedì 17 maggio 2016

I vincitori del Premio Farina 2016

COMUNICATO STAMPA
I vincitori del Premio Farina 2016

Hanno partecipato quest’anno al Premio Roberto Farina, che si svolgerà il 1° di Giugno alle ore 18 nel Salone dell’Hotel Miramare di Roseto Capo Spulico,  419 testi, a dimostrazione, crediamo, della serietà di valutazione che negli anni la Giuria del Premio ha dimostrato.

La prima selezione ha fatto confluire l’attenzione su DOMENICO ADRIANO, Roma, per “Dove Goethe seminò violette”; ERMANNO BENCIVENGA, California , Stati Uniti, per “Le parole della notte”; DANIELE CAVICCHIA, Pescara, per “La solitudine del fuoco”;  GILBERTO ISELLA, Svizzera, per “L’occhio piegato”; DANTE MARIANACCI, Chieti, per “Scenari della mente”; ANTONELLA RADOGNA, Matera, per “Paesaggio Liquido”, ANTONIO SPAGNUOLO, Napoli,  per “Ultimo tocco”.

Dopo un’ulteriore riunione molto animata la Giuria, composta da Dante Maffia (presidente), da Carmine Chiodo, da Gennaro Mercogliano, da Eugenio Nastasi e da Luigi Reina all’unanimità, ha assegnato il primo Premio assoluto ad ANTONELLA RADOGNA per “Paesaggio Liquido” edito dalla Fondazione Mario Luzi di Firenze.
La sezione del Premio intitolata ad Angelo Lippo è andata, sempre all’unanimità,  ad ANTONIO SPAGNUOLO per “L’ultimo tocco” edito da Puntoacapo di Pasturana, in provincia di Alessandria.

La sezione “Vincenzo De Palo” è andata a Jabier Delgado, poeta basco di anni 96,  per “Lasciami cadere” edito da “Città del Sole” di Reggio Calabria.

Non è mancata l’attenzione dei giurati per i poeti calabresi, perciò MARIA GABRIELLA TRAPANI e LUCIA LONGO ricevono, rispettivamente per “Consapevole bellezza” e per “Rendez.vous – oltre la riga”, una targa artistica.

Il Premio alla carriera è stato assegnato a un personaggio d’accezione, GIUSEPPE LIMONE, ordinario alla Federico II di Napoli di filosofia del diritto, considerando, ovviamente, soprattutto la sua produzione poetica di livello internazionale.