venerdì 30 ottobre 2020

Il vizio degli appunti – note di lettura

 


Giovanni Pistoia

Il vizio degli appunti – note di lettura

Seconda edizione, luglio 2020

 

Il copertina: 

studio per paesaggio di Rocco Regina

domenica 25 ottobre 2020

Quel bel convoglio della fantasia

 



Giovanni Pistoia

 Quel bel convoglio della fantasia

pagine sparse di letteratura per linfanzia

Omaggio a Carmine De Luca

2017

venerdì 23 ottobre 2020

TRAMBUSTO IN CIELO di Giovanni Pistoia

 



Tullio De Mauro ha lasciato sulla Terra non pochi amici, con alcuni di loro il rapporto continua, non so come ma continua. Certo è che l’altro giorno lo videro impegnato mentre dialogava con qualcuno assente. Notarono in lui una certa agitazione, era piuttosto allegrotto ma quell’aria seriosa non era venuta meno. Chi lo osservava racconta che chiamò una nuvola, un monoposto, per farsi accompagnare in qualche parte. La nuvoletta lo raggiunse e con un soffio di vento sempre disponibile partì. Quando arrivò, di lì a poco, l’amico che cercava, un omino snello e vispo con baffetti leggeri e dall’aria curiosa, stava per allontanarsi a bordo di una nuvoletta rosa. «Sono arrivato giusto in tempo», disse De Mauro, «dove stai andando? Devo darti una notizia importante.» E, l’altro, Carmine De Luca, un compagno di viaggio per molto tempo di De Mauro, accennando un sorrisetto arguto, pacatamente rispose: «Stavo venendo da te. Non mi dire che hai saputo quello che so anch’io?» E De Mauro: «Pensavo di comunicarti la bella notizia. Ma intuisco che sai già tutto.» «Certamente, anche io ho un buon rapporto con quel mondo lì. Avuto la lieta novella, volevo condividerla con te, ma qualcuno mi ha preceduto.» «Non sei contento?», commentò De Mauro. «La “colpa” è anche tua per questo “misfatto”.» «In verità è di tanti, e comunque non quanto te e quell’altro, mi hai capito? Andiamo a informarlo.»

 

E così i due salirono su un biposto azzurrino e, col solito venticello sempre pronto, partirono per chissà dove. Ma in quello spazio, anche se infinito, le distanze non sono poi così tante. Arrivarono presto. Trovarono l’amico che banchettava avvolto in una foschia di un colore mai visto sulla Terra. Era in compagnia. Italo Calvino appena li vide fissò gli altri, e sorridendo: «Che ci fate qui? Non mi dite che siete venuti a informarci di quello che già sappiamo?» De Mauro e De Luca capirono che la notizia si era ormai diffusa in quella galassia. Intanto si fecero avanti, e salutarono con tanto di riverenza Carroll, Lear, Collodi, Andersen, i fratelli Grimm, e altri ancora. «Che bella compagnia! A quanto pare la novità ci rende allegri, e chissà cosa state farneticando in quelle testoline», disse De Mauro con fare sornione, come di chi la sa lunga. In quel gioioso trambusto si fermò un nuvolone che sembrava uno strano battello. A guidarlo il capitan Nemo. Da quel misterioso veicolo sbarcarono un po’ di personaggi, tra i primi Jules Verne. Altri notarono Antoine de Saint-Exupéry scendere da un aereo malconcio a forma di nuvola fiorita. La bella brigata vide avvicinarsi -camminavano a piedi- Lucio Lombardo Radice e Luigi Malerba. Ma ormai le presenze non si contavano più. Tutti sapevano, e tutti a fare capannelli in quel posto fantastico. Arrivò anche Marcello Argilli, viso corrugato, ma si vedeva che era felicissimo. Tutti a commentare quel che era avvenuto sulla Terra, in Italia per la precisione, e impegnati a risolvere chissà quale mistero. Preceduto dal ruggito di tigre, piombò sui presenti Sandokan in compagnia di Emilio Salgari. A un certo punto De Mauro fece capire a De Luca che c’era qualcuno alle sue spalle. «Ci sei anche tu», disse Carmine De Luca che si era voltato per vedere. Era Luciano Di Samosata. «E potevo mancare io? Non sei stato tu a dire che io più di ogni altro ho influenzato la letteratura fantastico-umoristica, la narrativa fantascientifica, i racconti di viaggi immaginari?» «Certamente, e lo confermo. Benvenuto. Ma vedo che vengono da tutti le parti, abiti diversi, lingue diversissime.»

 

«Bene», affermò De Mauro, «sappiamo tutti perché siamo qui. E ne siamo contenti. Lo so, per noi che viviamo in questo spazio senza tempo le cose della Terra sono nullità, non ci appartengono, viviamo in altra dimensione, però se accadono alcune cosette, delle quali ognuno di noi ne è in parte pur piccola causa, una qualche responsabilità, nel bene e nel male, per quelli che in Terra vivono, ce la portiamo ancora addosso. Detto questo, adesso, dobbiamo andare a dirglielo. E chi glielo dice? E come glielo diciamo?» Tutti si scrutarono, nessuno fiatò. Fu Carmine De Luca a prendere la parola: «Senti Tullio, a te l’onore e l’onere.» «E perché proprio io? Mi pare che Italo sia il più idoneo.» Calvino non parlò. Fece un cenno a De Mauro come per dire: «Andiamo, apriamo le danze noi due e poi ognuno dirà la sua. Tutto sommato andiamo a dare una bella notizia, eh che diamine!»

 

Lo trovarono seduto in un banco di scuola. Con lui tantissime persone, papà, mamme, nonni, maestri e maestre e, soprattutto, tanti bambini. Raccontava storie, e fantasticava, fantasticava. Qualcuno chiosò: «Aveva la testa tra le nuvole quando era sulla Terra, figuriamoci ora che abita con loro!» Gianni Rodari accolse tutti con un sorriso disarmante e gli occhi malinconici. «Lo so, lo so perché siete venuti tutti qui. Siete venuti a prendermi in giro, perché mi hanno finalmente imbalsamato e sono diventato un bel monumento, e come se non bastasse mi hanno messo in un cofanetto di circa duemila pagine! Povero me! Non finirò dentro uno scaffale di polvere?  Se sono felice? Certo che lo sono, ma non per me, ma per l’attenzione che spero sia riservata sempre di più al mondo della fantasia. Laggiù ne hanno bisogno come il pane, particolarmente in questo periodo. C’è un virus che sta facendo soffrire molta gente, e i bambini sono costretti a non poter giocare, abbracciarsi. Ne hanno bisogno tutti, a cominciare dagli scienziati, che mi sembra abbiano dimenticato che la scienza senza fantasia, senza immaginazione, non raggiungerà buoni traguardi. Bisogna ricordarglielo a tutti che sulla luna prima degli scienziati c’è stato Astolfo mandato a far da apripista da Ludovico…Sono contento perché voglio pensare che questo risultato, essere tra i grandi della letteratura, significhi riservare una particolare attenzione soprattutto ai bambini e agli adolescenti di tutto il mondo, molti dei quali hanno bisogno di pane, pace, istruzione, e sogni fantastici per crescere in armonia, conoscere la realtà e cambiarla in meglio. Ecco, stavo raccontando delle filastrocche a dei bambini, che troppo presto sono arrivati qui per colpa di guerre e fame; non è cambiato molto da quando nelle mie storie raccontavo, anche agli adulti un po’ ciechi e un po’ sordi, queste cose… E ora che mi avete costretto a fare il discorsetto, sedetevi e ditemi del mondo che verrà.»

 

E il cielo d’improvviso -regia di Federico Fellini- si colorò di marionette e disegni di Luzzati e Munari, fino a quel momento rimasti nascosti, e appena dietro di loro Mario Lodi e Livio Sossi con una bisaccia di libri sulle spalle. E apparve serio e austero, dentro una nuvola a forma di struzzo gigante, Einaudi, il grande editore di Rodari: «Hai visto, brontolone! Sei finito ne i Meridiani della Mondadori. Io ti ho cullato, cresciuto, e tu sempre a canzonarmi!» E Gianni, schernendosi: «Mi dispiace, Sire, non è così. Mi piaceva giocare, non prendermi sul serio. Signori, vi presento Sua Eccellenza Toro Seduto … » E a suggello dell’inizio della festa un ufo arcobaleno consegnò ai presenti una enorme torta con la scritta W LA FANTASIA.

 

Gianni Rodari

OPERE

Mondadori, i Meridiani, ottobre 2020


venerdì 25 settembre 2020

STEFANO VINCIERI, Preludio al silenzio – suite, Valigie Rosse, 2020, pp. 116 - di Dante MAFFIA

La prima sensazione che resta addosso dopo la lettura di “Preludio al silenzio” è quella di avere attraversato un campo minato saltando in fretta e affidandosi alla sorte. Un rischio calcolato, che tuttavia illumina e corrobora la sensazione di disagio che la lettura offre: dapprima un disagio indistinto, poi via via rumoroso e scomodo, perché scacciati da se stessi, avviati a compromettersi con la precarietà.

Ma un libro di poesia non si legge affidandosi solo alle sensazioni o alla valutazione di quel qualcosa che circola nelle parole e va trovando casa, ricetto; si legge soprattutto andando incontro alla sfida che pone in atto, al corpo a corpo che vuole instaurare col lettore per vedere se sarà possibile mettersi alla pari del senso che fugge e ricavarne una indicazione.

Ma andiamo con ordine, cerchiamo innanzi tutto di capire in che consiste questo “Preludio al silenzio”, la sostanza di cui è fatto, visto che si sta cercando, com’è detto nell’incipit: “Freme. / Poi si volta, si cerca”.  E così comincia una sorta di galoppata che si snoda attraverso un andirivieni di momenti che sono vere e proprie pennellate di fermenti, e non ha importanza che si disperdano agli occhi degli estranei, l’importante è che “Nessuno vede” e che sia stata scalata “la giornata”.

Importante il “Nessuno vede”, che nessuno s’accorga di quel che sta accadendo e che la “Sparizione”, come sostiene Paolo Maccari nel suo meraviglioso e illuminante risvolto, coincida “con la prospettiva della morte”.

Ecco, è la morte che sta in agguato in ogni pagina, che sorveglia, che non permette di uscire dai luoghi comuni e dunque bisogna esorcizzarne la presenza oppure creare un’alternativa, almeno momentanea, che sia capace di traghettarci oltre i divieti disseminati lungo il giorno, oltre le barriere di quel silenzio che  si è vestito di musica ma che è pronto ad azzannare, a sfrangere in dissolvenza tutto?

“Porca miseria, / ci sarà pure qualcosa / che abbia il potere di stupirmi, / di farmi volare via. / Cercando, cercando bene / la si trova: / è l’odore della mia morte, la mia”.

Si badi che il poeta non dice “è la puzza della mia morte”, ma l’odore, quindi non si pone contro, anzi la vive, ho scritto giusto, la vive giorno dopo giorno nell’attesa, tanto è vero che quattro poesie dopo troviamo “La dolce morte”, quasi una dichiarazione camusiana, comunque un’affermazione per portarci senza scossoni dentro lo squamare di situazioni che balenano come saette fino a “Maledizione, sto morendo, / volete lasciarmi in pace, pedio?”, un’oscillazione che si muove tra il riconoscere e il riconoscersi nella morte come approdo che forse svelerà misteri e oscuri nessi del vivere e una irritazione ragionata che intende sciogliere fuori da qualsiasi dilemma il problema.

Stefano Vincieri è molto bravo nel tessere e distessere, con minimi scatti e minimissime percezioni, i sussulti che arrivano da lontano, dalla voce del mistero, ecco perché spesso le immagini si reiterano o assumono fattezze che sembrano ripetizioni; ecco perché la parola si fa musica che si sminuzza e non si arrende e scava rasoterra per cercare di trovare una qualche via d’uscita.

Ma quale può essere una via d’uscita in un caso come questo? La musica, l’armonia, che però non deve farsi incanto, né sussurro malioso, ma un termine, se è possibile, fuor della vita, proprio come detta il titolo di un bellissimo libro di Luis Ferdinand Céline.

La seconda parte è una sorta di spoon river che però non spreca molti particolari, quasi che il dettato debba adeguarsi alla dimensione d’una lapide condensando, con tratti alla Salvador Dalì, l’anima ricordata.

Ma poi ritorna la morte, s’incunea negli spazi aperti dei versi quasi facendo una violenza non si sa bene a chi, forse a se stesso in preda al delirio dell’esserci senza quasi esserci, del consentire negando.

Una poesia che ha sfinimenti stilistici di irruenti palpiti quasi nascosti nelle fenditure delle parole, che ha dissapori e perfino sgarbatezze alla Gregory Corso.

La poesia ospitata a pagina settantacinque, intitolata “La grande guerra”, spiega abbastanza bene l’operazione che Stefano Vincieri ha voluto compiere. Lo ha fatto non solo con la assoluta libertà che è nel suo carattere, ma soprattutto scarnificando l’espressione, addossando a una due parole tutto il peso poetico da realizzare e a mio parere c’è riuscito alla grande, perché ”Preludio al silenzio”  s’incarna nel lettore, lo sconvolge e lo porta sulle rive del fiume Flegetonte.

O forse altrove, ma un altrove dove il poeta accoglie, come afferma ancora Maccari, “con pacata saggezza, ma anche con inesausta curiosità, lo stillicidio dei giorni e dei volti”.

 

 

mercoledì 5 agosto 2020

Il vizio degli appunti - note di lettura di Giovanni Pistoia - luglio 2020 (SECOND EDIZIONE)

Giovanni Pistoia

Il vizio degli appunti – note di lettura

Seconda edizione, luglio 2020

Youcanprint

 

Il copertina: studio per paesaggio di Rocco Regina

 

Libro disponibile in cartaceo e in e-book

 

In questo libro sono riuniti testi pubblicati sul cartaceo o in rete e redatti per varie occasioni. Gli stessi sono riportati con poche integrazioni e qualche opportuno aggiornamento mantenendo, però, la struttura originale. Nell’aprile 2020 il libro esce in edizione fuori commercio. Questa edizione riprende sostanzialmente quella precedente con qualche modifica e ampliata. Scrive Francesco Aronne sulla quarta di copertina: «L’interesse dell’autore si posa come una vitalissima farfalla su ogni curiosità della cultura che riesce a trasformare abilmente in cultura della curiosità, dove l’argomento di inciampo diventa solo un pretesto per giravolte speculative. Da qui scaturiscono approcci a interessanti mondi nuovi che emergono con strutture inimmaginate, create ad arte da Pistoia. E queste costruzioni sono il frutto di attente e minuziose indagini, di transiti in appunti, anche remoti, sottratti all’oblio con studi sempre seri e rigorosi, mai superficiali.»

 

Il libro è distribuito da:

 

https://www.youcanprint.it/collezionismo-e-antiquariato-riviste-e-giornali/il-vizio-degli-appunti-9788831686419.html

 

https://www.youcanprint.it/collezionismo-e-antiquariato-riviste-e-giornali/il-vizio-degli-appunti-9788831687515.html

 

 

https://www.libreriauniversitaria.it/vizio-appunti-note-lettura-pistoia/libro/9788831686419

 

https://www.amazon.it/vizio-degli-appunti-Giovanni-Pistoia/dp/8831686410/ref=sr_1_26?dchild=1&keywords=youcanprint&qid=1595755260&refinements=p_n_date%3A510380031&s=books&sr=1-26

 

https://www.mondadoristore.it/vizio-appunti-Note-lettura-Giovanni-Pistoia/eai978883168641/

 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/giovanni-pistoia/vizio-appunti-note-lettura/9788831686419?awaid=9507&gclid=Cj0KCQjwyJn5BRDrARIsADZ9ykFMbqrgf9sTYEa1wdTqxnO2zKAG89rkI02myvOpPHxpSbEN2fbQ1-MaAu61EALw_wcB&awc=9507_1596393580_0c3d87c2824679b50503cc1c88ececd6

 

https://www.ibs.it/vizio-degli-appunti-note-di-libro-giovanni-pistoia/e/9788831686419?lgw_code=1122-B9788831686419&gclid=Cj0KCQjwyJn5BRDrARIsADZ9ykGswflbeRIP4MVMCMwm_DnvZ4JsigpcdIkMwqvlBEXWAWo-rssAUwIaAnhrEALw_wcB

 

https://www.hoepli.it/libro/il-vizio-degli-appunti-note-di-lettura/9788831686419.html?origin=google-shopping&gclid=Cj0KCQjwyJn5BRDrARIsADZ9ykHy7zR1bUgLYtOCroJQbd83yJI4gQqiuEjizBE-Jl67lHbzo36vUOYaAi49EALw_wcB

  

e altre librerie in rete.

 

GRAZIE DELL’ATTENZIONE

giovannipistoia@libero.it


domenica 2 agosto 2020

Giovanni Pistoia, Il vizio degli appunti, seconda edizione, luglio 2020




Giovanni Pistoia
Il vizio degli appunti – note di lettura
Seconda edizione, luglio 2020
Youcanprint

Il copertina: studio per paesaggio di Rocco Regina

In questo libro sono riuniti testi pubblicati sul cartaceo o in rete e redatti per varie occasioni. Gli stessi sono riportati con poche integrazioni e qualche opportuno aggiornamento mantenendo, però, la struttura originale. Nell’aprile 2020 il libro esce in edizione fuori commercio. Questa edizione riprende sostanzialmente quella precedente con qualche modifica e ampliata. Scrive Francesco Aronne sulla quarta di copertina: «L’interesse dell’autore si posa come una vitalissima farfalla su ogni curiosità della cultura che riesce a trasformare abilmente in cultura della curiosità, dove l’argomento di inciampo diventa solo un pretesto per giravolte speculative. Da qui scaturiscono approcci a interessanti mondi nuovi che emergono con strutture inimmaginate, create ad arte da Pistoia. E queste costruzioni sono il frutto di attente e minuziose indagini, di transiti in appunti, anche remoti, sottratti all’oblio con studi sempre seri e rigorosi, mai superficiali.»

Il libro è distribuito da:









e altre librerie in rete.

GRAZIE DELL’ATTENZIONE




domenica 26 luglio 2020

Il vizio degli appunti - note di lettura di Giovanni Pistoia (seconda edizione, luglio 2020)




Giovanni Pistoia
Il vizio degli appunti – note di lettura
Seconda edizione, luglio 2020
Youcanprint

Il copertina: studio per paesaggio di Rocco Regina

In questo libro sono riuniti testi pubblicati sul cartaceo o in rete e redatti per varie occasioni. Gli stessi sono riportati con poche integrazioni e qualche opportuno aggiornamento mantenendo, però, la struttura originale. Nell’aprile 2020 il libro esce in edizione fuori commercio. Questa edizione riprende sostanzialmente quella precedente con qualche modifica e ampliata. Scrive Francesco Aronne sulla quarta di copertina: «L’interesse dell’autore si posa come una vitalissima farfalla su ogni curiosità della cultura che riesce a trasformare abilmente in cultura della curiosità, dove l’argomento di inciampo diventa solo un pretesto per giravolte speculative. Da qui scaturiscono approcci a interessanti mondi nuovi che emergono con strutture inimmaginate, create ad arte da Pistoia. E queste costruzioni sono il frutto di attente e minuziose indagini, di transiti in appunti, anche remoti, sottratti all’oblio con studi sempre seri e rigorosi, mai superficiali.»

Il libro è distribuito da:





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giovedì 23 luglio 2020

L’INSONNIA DELLO SPIRITO


L’INSONNIA DELLO SPIRITO di Giovanni Pistoia

Breve Nota a proposito del volume curato da Antonio Di Gennaro:

Emil Cioran
L’insonnia dello spirito
Lettere a Petre Ţuţea (1936-1941)
Mimesis 2019



IL VIZIO DEGLI APPUNTI -note di lettura - seconda edizione: luglio 2020; autore: Giovanni Pistoia






SCHEDA:

Giovanni Pistoia
Il vizio degli appunti – note di lettura
Seconda edizione, luglio 2020
Youcanprint


SINOSSI

In questo libro sono riuniti testi pubblicati sul cartaceo o in rete e redatti per varie occasioni. Gli stessi sono riportati con poche integrazioni e qualche opportuno aggiornamento mantenendo, però, la struttura originale. Nell’aprile 2020 il libro esce in edizione fuori commercio. Questa edizione riprende sostanzialmente quella precedente con qualche modifica e ampliata. Scrive Francesco Aronne sulla quarta di copertina: «L’interesse dell’autore si posa come una vitalissima farfalla su ogni curiosità della cultura che riesce a trasformare abilmente in cultura della curiosità, dove l’argomento di inciampo diventa solo un pretesto per giravolte speculative. Da qui scaturiscono approcci a interessanti mondi nuovi che emergono con strutture inimmaginate, create ad arte da Pistoia. E queste costruzioni sono il frutto di attente e minuziose indagini, di transiti in appunti, anche remoti, sottratti all’oblio con studi sempre seri e rigorosi, mai superficiali.»

Il libro è distribuito da:


Nei prossimi giorni sarà distribuito anche da altre librerie in rete.
Grazie dell’attenzione.




Giovanni Pistoia - IL VIZIO DEGLI APPUNTI - seconda lettura - luglio 2020




SCHEDA:

Giovanni Pistoia
Il vizio degli appunti – note di lettura
Seconda edizione, luglio 2020
Youcanprint


SINOSSI

In questo libro sono riuniti testi pubblicati sul cartaceo o in rete e redatti per varie occasioni. Gli stessi sono riportati con poche integrazioni e qualche opportuno aggiornamento mantenendo, però, la struttura originale. Nell’aprile 2020 il libro esce in edizione fuori commercio. Questa edizione riprende sostanzialmente quella precedente con qualche modifica e ampliata. Scrive Francesco Aronne sulla quarta di copertina: «L’interesse dell’autore si posa come una vitalissima farfalla su ogni curiosità della cultura che riesce a trasformare abilmente in cultura della curiosità, dove l’argomento di inciampo diventa solo un pretesto per giravolte speculative. Da qui scaturiscono approcci a interessanti mondi nuovi che emergono con strutture inimmaginate, create ad arte da Pistoia. E queste costruzioni sono il frutto di attente e minuziose indagini, di transiti in appunti, anche remoti, sottratti all’oblio con studi sempre seri e rigorosi, mai superficiali.»