domenica 30 marzo 2008

eventi/Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna

Fiera del libro per ragazzi a Bologna

Fiera del libro per ragazzi:
Bologna children's book fair
dal 31 marzo al 3 aprile 2008



La Fiera del Libro per Ragazzi è l’appuntamento più importante a livello internazionale dedicato all’editoria libraria e multimediale per ragazzi.

Libri e prodotti multimediali per ragazzi; supporti didattici per la scuola primaria e secondaria; prodotti cine-televisivi; packaging; servizi editoriali; copyright; mostra di illustratori.

Per informazioni sulla manifestazione:
Bologna Fiere
Via della Fiera, 20
40128 Bologna
tel. +39-051-282242/282361
fax +39-051-6374011

sabato 29 marzo 2008

eventi/Laboratorio per creare spille

Laboratorio per creare spille
Museo Luzzati
www.museoluzzati.it


Domenica 30 marzo dalle ore 15 alle 17 laboratorio molto speciale al Museo Luzzati: in occasione della mostra
UN DIAMANTE E’ PER SEMPRE, UNO STRASS E’ PER TUTTE
i bambini potranno cimentarsi nel design di spilline.

Prendendo spunto da disegni e particolari di Emanuele Luzzati e assistiti dagli esperti del Museo i bambini lavoreranno a costruire quelle spilline tonde chiamate badges o pins con il frutto della loro fantasia e manualità.

A fine lavori i bambini potranno ornarsi con le spille meglio riuscite e fare merenda.

Buon divertimento!

(29 marzo 2008)

venerdì 28 marzo 2008

eventi/Open day al Museo Luzzati

Open day per la settimana della cultura al Museo Luzzati

In occasione della Settimana della Cultura, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 25 al 31 marzo il Museo Luzzati propone nel pomeriggio di sabato 29 marzo un OPEN DAY: ingresso libero dalle 14 alle 18 e, alle ore 15 e alle 16.30, due visite guidate gratuite alla struttura di Porta Siberia e alle mostre EMANUELE LUZZATI. LA MIA FIABA E’ UN BOSCO e LUZZATI E RODARI I SEGNI DELLA FANTASIA.

In sala Proiezioni grandi e piccini potranno vedere i cartoni animati realizzati da Gianini e Luzzati per la televisione svizzera e per i circuiti cinematografici italiani: Ali Babà, L'uccello di fuoco, Pulcinella e il pesce magico, La donna serpente, La ragazza cigno ed altri titoli della vasta filmografia del Maestro.

http://www.museoluzzati.it/

(28 marzo 2008)

martedì 25 marzo 2008

agenda/Mostra di pittura di Mimmo Sancineto a Firenze

Mostra di Mimmo Sancineto a Firenze

Inaugurazione della Mostra

MEDITERRANEO
nei colori della pittura di
Mimmo Sancineto

Sabato 5 aprile 2008 ore 17.00

Archivio di Stato di Firenze (piazza Beccaria)
Via Giovine Italia 6

Per il programma:
http://larosanelbicchiere.blogspot.com/

(25 marzo 2008)

sabato 22 marzo 2008

passeggiando tra i libri/Diario di scuola

Diario di scuola
Giovanni Pistoia

“Insomma, ecco che anch’io mi metto a credere nel futuro, che ritrovo fiducia nella scuola pubblica. Dopo tutto è quella che ha formato mio padre, la scuola dell’obbligo, e a novant’anni di distanza questo ragazzino assomiglia molto a quello che doveva essere mio padre, il piccolo corso di Aurillac, verso l’anno 1913, quando suo fratello maggiore si mise a lavorare per offrire al fratello minore i mezzi e il tempo di varcare le porte del politecnico.
E poi ho sempre incoraggiato i miei amici e i miei allievi più brillanti a diventare insegnanti. Ho sempre pensato che la scuola fosse fatta prima di tutto dagli insegnanti. In fondo, chi mi ha salvato dalla scuola se non tre o quattro insegnanti?”
Non solo: l’autore arriva a suggerire di scrivere “il ritratto dell’insegnante indimenticabile che quasi tutti abbiamo incontrato a un certo punto del nostro percorso scolastico…”; un’antologia così fatta offrirebbe lumi sulle “doti necessarie alla pratica di questo strano mestiere”.
Quale è, in fondo, la virtù principale per essere un buon insegnante? “L’amore”, risponde l’autore.

Daniel Pennac, nel suo “Diario di scuola”, si confessa: ci racconta che fu uno studente “somaro”, uno fra tanti. Lui, il somaro Daniel, il ragazzino che non capisce niente, angoscia della mamma, si salva. Non solo non abbandona la scuola, ne diviene docente apprezzato, stimato. Ma diviene, soprattutto, uno scrittore affermato. La somaraggine non è uno status definitivo: è possibile venirne fuori. Bisogna trovare, però, il contesto giusto. Pennac lo trova in un convitto, dove studia dalla seconda media al penultimo anno della maturità, nell’incontro di quattro professori, che lo scuotono dal torpore. Grazie a loro, all’amore disinteressato verso il ragazzo che a scuola accumula zeri, Daniel esce definitivamente dal recinto dei somari. La scuola è fatta soprattutto dall’insegnante, dice Pennac, più che di perfetti sistemi pedagogici.

Una ricetta semplice. Una visione semplicistica. Non è così: il docente e lo scrittore non presentano soluzioni. Pennac sa bene quando sia complessa l’istituzione scolastica e, soprattutto, quando sia difficile e variegato il mondo adolescenziale, in particolare, quello delle periferie urbane. Lo scrittore racconta la sua esperienza di studente senza futuro, del ruolo salvifico che hanno avuto su di lui alcuni educatori, della sua vita di docente. Da tutto ciò trae alcune considerazioni, anche pedagogiche, psicologiche, didattiche. Mai una ricetta.

Un libro che si legge come un romanzo, che aiuta a riflettere, che affonda il bisturi nelle piaghe della scuola. Che guarda, con particolare attenzione, a quegli studenti che a scuola non vanno bene, che non hanno voglia di studiare, che dicono di non capire niente.

(Spero, però, che qualche studente scansafatiche non pensi che per essere un bravo professore e affermato scrittore lo status di somaraggine sia indispensabile! Daniel Pennac, all’età di 24 anni, era laureato e docente. Nutrito di tantissime letture.)

Nella foto la copertina del volume (elaborazione dell’Ufficio grafico Feltrinelli)

Daniel Pennac
Diario di scuola
Feltrinelli, febbraio 2008
http://www.feltrinelli.it/

(22 marzo 2008)

martedì 18 marzo 2008

passeggiando tra i libri/La grammatica di Dio

La grammatica di Dio
Giovanni Pistoia

Non sono convinto che unendo molte solitudini si ottiene un giorno di allegria. Le intenzioni di Stefano Benni probabilmente erano queste nello scrivere “La grammatica di Dio”. Appena apri il libro, infatti, come promessa, è riportato un detto di Callistrato: “Tra gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria”. Il progetto doveva essere, forse, questo: una raccolta di racconti uniti dalla solitudine dei protagonisti per ricavarne storie di allegria. E in questo senso l’antologia è parzialmente riuscita: il filo conduttore è la solitudine. Tutto è narrato con quella consueta prosa chiara e stupenda, che caratterizza Benni, e il lettore, anche se non avvezzo a sfogliare libri, rimane rapito dalla scrittura sobria, forbita, semplice, accattivante. Anche se il contesto nel quale si muovono i personaggi è ora desolante, ora bizzarro, l’autore racconta con umorismo, ironia, con il lieve sorriso di chi, forte della propria esperienza di osservatore del mondo, ne ricava elementi di saggezza. La riflessione prende il sopravvento sull’allegria.

Cerca, Benni, nel mondo dell’antropologia, gli elementi essenziali per scoprire la grammatica di Dio: un Dio sorprendentemente divino, laico, umano. Significativo, a tale proposito, è il racconto, poetico e di grande sensibilità, di frate Zitto. Un frate affascinato dal gioco della natura tanto da decidere di non parlare più. “Una luce misteriosa, azzurrina, accompagnava verso la notte la processione dei pioppi. E il convento era scuro e tetro, ma il riflesso di un rogo di stoppie lo rendeva incantato, come se in quella luce rossastra fosse visibile il nostro ardore: noi uomini separati, ma non spenti”. Non serve cercare Dio, afferrare i perché dei suoi silenzi. Non si può parlare di Dio in quanto il suo linguaggio ci è del tutto ignoto. “Non si dovrebbe parlare di Dio. Non conosciamo la sua lingua. L’Universo si manifesta e scompare senza parole, siamo noi a inventare una voce al suo terribile silenzio… Possiamo soltanto ascoltare. Come l’incanto di una musica lontana, nel cuore della notte.”

E così il frate, chiuso nel suo monastero, s’impone di tacere. Tace in ogni occasione, anche quando subisce l’indifferenza e il disprezzo dei confratelli. Tace anche quando viene allontanato dai suoi amici e amati libri. Il silenzio gli sembra l’unica via per sentire Dio. E nella varietà delle erbe, “negli odori della terra bagnata o smossa, nella vita sotterranea di topi e insetti, vedevo parole e grammatiche nascoste…”. I volti degli uomini gli sono indifferenti, “nessuno di essi aveva per me il fascino di una pianta, o della neve, o della luce… Nessuno di loro poteva spiegarmi la grammatica di Dio”. Fino a quando non incontra una ragazza muta, muta e bellissima, che lo riconcilia con l’essenza complessiva dell’Universo restituendogli la forza possente delle parole. Perché, in fondo, “le parole siamo noi”.

Stefano Benni
La grammatica di Dio
Storie di solitudine e allegria
Feltrinelli 2007
http://www.feltrinelli.it/

Per chi lo desidera, ecco il sito di Stefano Benni: http://www.stefanobenni.it/

Nella foto la copertina del libro (illustrazione di Giuseppe Palumbo)

(18 marzo 2008)

domenica 16 marzo 2008

foto/Le colonne del cielo



Le colonne del cielo. Foto di Giovanni Pistoia
cliccare per ingrandire

16 marzo 2008

venerdì 14 marzo 2008

la lettura/La Letteratura ci salverà

La Letteratura ci salverà

Prosa vs prozac
Nuove terapie. Un romanzo può curare

di Barbara Placido

Un bel servizio di Barbara Placido è apparso sul settimanale D La Repubblica delle Donne del 16 febbraio 2008. Il titolo: PROSA VS PROZAC. A completamento dell’articolo il parere di due esperti italiani sul potere della letteratura: Umberta Helfener, psicoterapeuta della coppia e Ottavio Mariani, psicanalista junghiano. Il senso del servizio è presto detto: Un romanzo può curare. Lo teorizzano i filosofi e cominciano a crederci anche i medici.

Ecco come inizia l’intervento di Barbara Placido:

Salviamo la letteratura, sarà lei a salvarci la vita. Parola di Tzvetan Todorov, filosofo bulgaro-francese, appena uscito in libreria con La letteratura in pericolo (Garzanti). Perché i romanzi ci permettono di reinventare il nostro mondo interiore. Di farci orientare nella vita. E, a volte, persino di curarci.
Lo testimonia il boom dei gruppi di lettura che imperversano nei Paesi anglosassoni. Ma adesso ci credono persino i medici. Vicino Liverpool ogni settimana decine di gruppi di persone si incontrano per leggere assieme. Scelgono da Jane Eyre allo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta e, a turno, uno di loro legge ad alta voce, dall'inizio alla fine. Quello che li accomuna non è solo l'amore per la parola scritta. Anzi, come racconta Kate McDonnell, una delle fondatrici e organizzatrici dell'iniziativa Get into Reading (Mettiamoci a leggere), "molti tra i partecipanti non avevano mai letto prima una poesia; guardavano questi testi come fossero problemi algebrici - estranei, del tutto incomprensibili".

Chi desidera leggere il servizio completo può cliccare il sito:

http://dweb.repubblica.it/dweb/2008/02/16/attualita/attualita/143cur585143.html

(14 marzo 2008)

giovedì 13 marzo 2008

la lettura/Più spazio alla letteratura per ragazzi

PIÙ SPAZIO ALLA LETTERATURA PER RAGAZZI
SULLA STAMPA ITALIANA.
UNA PETIZIONE DIRETTA AI DIRETTORI DEI GIORNALI.
INVITO AD ADERIRE
Giovanni Pistoia

Da un’idea di Janna Carioli (scrittrice, educatrice, autrice della Melevisione) ha preso il via una significativa petizione rivolta ai direttori dei giornali italiani. L’idea va concretizzandosi grazie alla partecipazione di numerose personalità, di semplici cittadini e all’impegno degli organizzatori del sito
www.editoriaragazzi.com, dove è possibile leggere l’intera petizione e aderire, se lo si ritiene opportuno, firmandola standosene seduto comodamente a casa.

Caro direttorecosì inizia la petizione – siamo scrittori, illustratori e professionisti che si occupano di letteratura per ragazzi e vorremmo darle 3 buone ragioni per inserire costantemente, nell’inserto “Libri” del suo giornale, una sezione dedicata ai libri per l’infanzia e l’adolescenza.
Attualmente, in Italia la letteratura e l’editoria per ragazzi appaiono sui media in maniera sporadica, soprattutto in due occasioni “ufficiali”: il Natale e la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna. È un vuoto che andrebbe colmato ed ecco le 3 buone ragioni…

La petizione passa, poi, sia pure brevemente, a segnalare alcuni dati statistici relativi al mercato del libro in Italia, al pubblico dei lettori e ai contenuti dei testi per ragazzi.


Non pensa – conclude la petizione – che sia utile agli adulti che leggono la pagina libri del suo giornale, trovare informazioni e approfondimenti per orientarsi meglio fra generi letterari, autori e proposte rivolte anche ai bambini?
La richiesta è firmata dagli scrittori, illustratori e appassionati che trova indicati in elenco.

E l’elenco, che diventa sempre più lungo con il trascorrere dei giorni, si può vedere cliccando sul sito:
http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?ragazzi&1

Per avere informazioni e aderire:
http://www.petitiononline.com/ragazzi/petition.html

La petizione ha già raccolto numerose firme e non appena raggiungerà un numero soddisfacente di adesioni sarà inoltrata ai direttori delle testate nazionali. In ogni modo l’iniziativa ha posto il problema e il tam-tam nella rete è già a buon punto. Ma è ancora troppo poco.

(13 marzo 2008)